Appunti di Storia della Musica
dedicati ai nostri studenti
la Canzone moderna
Per Canzone musicale si intende comunemente un genere vocale di facile presa, che unisce elementi colti e popolari. I primi autori risalgono al Medioevo, ma la Canzone fu coltivata già prima. La Canzone moderna è documentata dal Settecento. In precedenza c'erano dei pezzi che potrebbero essere considerati delle Canzoni moderne, ma che sopravvivono solo in trascrizioni, ad esempio Fenesta Vascia (Finestra bassa) da un originario pezzo del 1500. Fenesta vascia 'e padrona crudele,
quanta suspire mm'haje fatto jettare!
Di solito la Canzone è intesa come una composizione vocale con accompagnamento di uno o più strumenti. La sua forma è strofica, è costruita su una melodia e è sorretta da un’accompagnamento di accordi (armonia). La forma della Canzone è divisa in introduzione, strofe, ritornello, incisi strumentali e cadenze, come insegna Cristicchi nel "Fabbricante di canzoni". Il pezzo segue la successione rigida di strofe e ritornello, disposti tra introduzione e cadenza finale, che fanno da cornice.
Le Canzoni non sono molto estese. Spesso si limitano a quattro, cinque minuti. Musica e Testo sono strettamente correlati. Di solito il testo segue un filo logico narrativo, è per rime e ogni verso ha circa lo stesso numero di misure. il contesto storico
Anche se il genere è molto antico, la Canzone moderna nasce nel Settecento come diretta derivazione dalla musica lirica, soprattutto l'opera Buffa, e dalla Canzone napoletana.
Il nuovo genere non è creato a caso, ma obbedisce a motivazioni sociali, politiche e culturali.
Nel corso del Settecento la società era ripartita in nobili, clero e terzo stato. Questa sudivisione rigida non cambiò sino a fine secolo, ma fu messa gradualmente in discussione, sino a implodere con la rivoluzione francese. Il canto della "Carmagnole" di autore anonimo fu composto nel 1792 quando fu creata la Convenzione Nazionale, e furono arrestati Luigi XVI e Maria Antonietta. Il testo prende in giro i sovrani, soprannominati Monsieur Véto e Madam’ Véto.
Questa Canzone però non è francese d'origine, ma piemontese. Viene da un'antica danza eseguita a Carmagnola, vicino a Torino. La melodia fu introdotta dalle truppe rivoluzionarie, e si diffuse poi in Francia, sino a divenire a Parigi l'inno dei Sanculotti.
Dal 1750 circa in poi, proprio quando la Canzone si sviluppò in forma autonoma, ebbe più forza la borghesia, che era una classe all'interno del Terzo Stato. Rispetto a prima essa era dotata di maggior ricchezza, cultura e prestigio. Coscìente della sua importanza voleva essere anch'essa potente.
La nuova Canzone rappresenta questa Borghesia che anela a essere protagonista della vita politica e a scalzare la nobiltà. Nelle opere buffe ad esempio il pubblico borghese ama veder rappresentati i nobili in forma caricaturale,
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De André
Biagio Antonacci
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(a seguire altri capitoli)
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