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Soldati in trincea.

Soldati in trincea.

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La Canzone

 

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Appunti di Storia della Musica

di Anna Trombetta e Luca Bianchini
 
   

La Prima Guerra Mondiale

 

La prima grande guerra è stata un epico scontro di popoli, che ha prodotto molte Canzoni, ordinate in raccolte nel 1919, a cura di Piero Jahier, poi nel 1930, a cura di Cesare Carvaglios. Si tratta di canti I) di esaltazione patriottica, II) di marcia III) di dolore IV) di protesta.

Gruppo I

Nel gruppo I) di canti patriottci c'è ad esempio Al comando dei nostri ufficiali, "Sulle balse del Trentino". Ma esistono anche i Canti patriottici d'autore, come "La canzone del Grappa" o "La campana di San giusto".

La Canzone del Grappa Cliccando aprirai una pagina di ricerca su youtube. Su italianOpera non ci sono file video.

Per molto tempo si lasciò credere che il testo della "Canzone del Grappa" fosse originale della Val Cismon (non lontano da Bassano del Grappa) e che fosse stata recuperata da un gruppo di soldati che avevano passato la linea di confine.
L'autore della musica fu invece il Capitano Antonio Meneghetti. Si dice l'abbia composta in una sola mezz'ora, il 5 agosto del 1918 presso la Villa Dolfin di Rosà (Bassano del Grappa) sede del Comando del IX Corpo D'Armata. Il Generale Emilio De Bono, Comandante del IX Corpo D'Armata, ne scrisse il testo, prendendo forse spunto da una scritta anonima apparsa sui muri di una casa della Val Cismon, occupata dall'esercito austriaco: "Monte Grappa tu sei la mia Patria".
La mattina del 24 agosto 1918, alla presenza del Re D'Italia Vittorio Emanuele III e delle autorità militari, quest'inno, che fu sulla bocca di tutti i soldati italiani impegnati sul fronte di guerra, venne eseguirto per la prima volta.
Data la popolarità che ebbe la Canzone, testo e musica furono depositati da Emilio De Bono e da Antonio Meneghetti, e poi stampata dalla Carisch di Milano.

La Campana di San Giusto Cliccando aprirai una pagina di ricerca su youtube. Su italianOpera non ci sono file video.

La canzone "La campana di San Giusto" (Il colle di San Giusto è il centro storico di Trieste) fu composta sembra a Torino nel 1915 ed eseguita per tutto il corso della prima Guerra Mondiale, ma ebbe il momento di maggior successo il 5 novembre 1918, con con la vittoria e l'ingresso a Trieste delle truppe italiane.

Tra le Canzoni della Prima Guerra mondiale ci furono molte Canzoni napoletane, ad esempio "Canzone 'e surdate" (del 1914, testo di Libero Bovio, musica di Gaetano Lama), "E suldatielle tornano!" (del 1918, testo di Giuseppe Irace, musica di Giuseppe Capaldo) ...

E.A. Mario, che è lo pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta (Napoli, 5 maggio 1884 – Napoli, 24 giugno 1961)

E.A. Mario, fotografia

fu un paroliere e un musicista di successo, autore di circa duemila Canzoni, alcune molto celebri come "La leggenda del Piave", o la "Tammurriata Nera". Questi brani furono composti in lingua italiana, o in napoletano.

La Leggenda del Piave Cliccando aprirai una pagina di ricerca su youtube. Su italianOpera non ci sono file video.

Tammuriata Nera Cliccando aprirai una pagina di ricerca su youtube. Su italianOpera non ci sono file video.


Caporetto fu una vera e propria disfatta per l'Italia, tanto che ancora oggi il termine è sinonimo di sconfitta. Le cause furono l'inettitudine dei vertici militari, oltre al mancato uso dell'artiglieria.
All'epoca della prima stesura, "La leggenda del Piave" perpetuò la versione data dal generale Cadorna della sconfitta, che cioé fosse dipesa dal tradimento del IV corpo d’armata. La seconda strofa (poi soppressa) iniziava: Ma in una notte trista/ si parlò di tradimento,/ e il Piave udiva l'ira e lo sgomento. / Ah! Quanto gente ha vista/ venir giù, lasciare il tetto/ per l'onta consumata a Caporetto.
Durante il fascismo si scoprì che i reparti ritenuti responsabili non avevano disertato, ma erano stati sterminati da un attacco con i gas. La censura tolse perciò dalla Canzone il riferimento al tradimento, considerandolo, oltre che falso, anche sconveniente per il regime.

"La legenda del Piave" ebbe la funzione di idealizzare la prima Grande Guerra, per farne dimenticare le atrocità.
I motivi di Patria, Italia, Trento, Trieste, "riecheggiavano tanto più intensamente quanto più ci si allontanava dalla zona di combattimento; e il massimo di frequenza era raggiunto dagli avanspettacoli e nei "cafés-chantants" delle città. Qui, nel gran tripudio di bandiere, il tricolore era sprecato: ballerine nei tre colori, strisce tricolori, quinte e sfondi tricolori. [...]" (Cesare Bermani, “Liberazione”, articolo sul numero del 1 Novembre 2008).
La Leggenda del Piave nasce e si afferma nei locali di moda, non certo in zona di combattimento. Alcuni soldati, che conobbero l'inumana vita di trincea, storpiavano così il testo: "Il Piave mormorava / calmo e placido al passaggio /puzzavano li piedi di formaggio. // L'esercito marciava / per raggiunger la frontiera / puzzavano li piedi di gruviera. // Muti restaron / nella notte i fanti. / Puzzavano li piedi a tutti quanti."

Gruppo II

Nel gruppo II) delle Canzoni di di marcia ricordiamo "Aprite le porte", "il ventinove luglio", oppure "Canta che ti passa!"

Aprite le porte Cliccando aprirai una pagina di ricerca su youtube. Su italianOpera non ci sono file video.

 

Gruppo III

Le Canzoni del gruppo III) sono ispirati ai momenti di prostrazione e di sofferenza, ad esempio "Ta-pum", che però ha origine non dalla Grande Guerra, ma da un canto di lavoro per il traforo del San Gottardo tra il 1872 e il 1880, poi "Il bersagliere ha cento penne", "Il testamento del capitano", "Era una notte che pioveva", "Monte nero" e "O Dio del cielo", di enorme diffusione, che richiama alla mente alcune espressività tipiche dei cori verdiani.
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O Dio del cielo Cliccando aprirai una pagina di ricerca su youtube. Su italianOpera non ci sono file video.

 

Gruppo IV

Tra i Canti di protesta del gruppo IV sono "Maledetta la guerra e i ministri", oppure "Maledetto sia Cadorna".
Molti di questi pezzi sono poco studiati e mai eseguiti per via dei contenuti anarchici.

 

testi delle canzoni della Prima Guerra Mondiale raggruppati secondo i quattro gruppi tematici:

Gruppo I

Al comando dei nostri ufficiali

Al comando dei nostri ufficiali
caricheremo con palle a mitraglia
e se per caso il colpo si sbaglia
la baionetta l'assalto darem.

Pena giunti in terra straniera
incontrammo la buffa fanteria
che invocava Giuseppe e Maria
voialtri alpini veniteci a salvar.

Ohi care mamme che a casa piangete
no, non tremate pei vostri figlioli
che qua sull'alpe non siamo noi soli
c'è tutta Italia che a fianco ci sta;
che qua sull'alpe non siamo noi soli
c'è tutta Italia che a fianco ci sta.

 

Sulle balse del Trentino

Sulle balze, sulle balze del Trentino
Hanno messo, hanno messo una bandiera:
L'hanno messa, l'hanno messa gialla e nera
Noi vogliamo, noi vogliamo il Tricolor

Andiamo in gondola,
Andiamo in gondola,
Andiamo in gondola
A cospirar!

Sotto il ponte, sotto il ponte di Rialto
è passata, è passata una barchetta...
O Trieste, o Trieste benedetta,
Ti verremo, ti verremo a liberar!

Andiamo in gondola, ecc.

Colla corda, colla corda d'Oberdan
Strozzare noi saprem l'impiccatore:
O Trieste, o Trieste del mio cuore,
Ti verremo, ti verremo a liberare

Andiamo in gondola, ecc.

 

la Canzone del Grappa

Monte Grappa, tu sei la mia patria,
sovra te il nostro sole risplende,
a te mira chi spera ed attende,
i fratelli che a guardia vi stan.

Contro a te già s'infranse il nemico,
che all'Italia tendeva lo sguardo:
non si passa un cotal baluardo,
affidato agli italici cuor.

Monte Grappa, tu sei la mia Patria,
sei la stella che addita il cammino,
sei la gloria, il volere, il destino,
che all'Italia ci fa ritornar.

Le tue cime fur sempre vietate,
per il pie' dell'odiato straniero,
dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero
che pugnando più volte tentò.

Quale candida neve che al verno
ti ricopre di splendido ammanto,
tu sei puro ed invitto col vanto
che il nemico non lasci passar.

O montagna, per noi tu sei sacra;
giù di lì scenderanno le schiere
che irrompenti, a spiegate bandiere,
l'invasore dovranno scacciar.

Ed i giorni del nostro servaggio
che scontammo mordendo nel freno,
in un forte avvenire sereno
noi ben presto vedremo mutar.

 

D'AUTORE

La Campana di San Giusto

Per le spiaggie, per le rive di Trieste
suona e chiama di San Giusto la Campana,
l'ora suona, l'ora suona non lontana
che èpiù schiava non sarà.

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore:
- O Italia, o Italia del mio cuore,
tu ci vieni a liberar!

Avrà baci, fiori e rose la marina,
la campana perderà la nota mesta,
su San Giusto sventolar vedremo a festa
il vessillo tricolor.

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore:
- O Italia, o Italia del mio cuore,
tu ci vieni a liberar!


La Canzone del Piave

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...
Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava andare avanti.
S'udiva intanto dallae amate sponde,
sommesso e lieve il mormorìo dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: Non passa lo straniero!

Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto!
Profughi ovunque! Dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e tristo il mormorar dell'onde.
Come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
il Piave mormorò: ritorna lo straniero!

E ritornò il nemico: per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame...
Vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi, e tripudiare come allora!
- No - disse il Piave. - No, - dissero i fanti -
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde!
E, come i fanti, combattevan l'onde...
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò Indietro, và, straniero!

Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
E la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico: tra le schiere, furon visti
risorgere Oberdan, Sauro, Battisti!
Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde
Si tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
La Pace non trovò nè oppressi nè stranieri!

 

Gruppo II

Aprite le porte

Aprite le porte
che passano, che passano,
aprite le porte
che passano i baldi alpin!

E come la marcia ben
le banda, la banda,
e come la marcia ben
le banda dei alpin!

 

Il 29 luglio

Il 29 luglio
quando il grano è maturato
trum-lallà
larallalà,

è nata una bambina
con una rosa in mano,
è nata una bambina
con una rosa in mano.

Non era paesana
e nemmeno cittadina
trum-lallà
larallalà,

è nata in un boschetto
vicino alla marina,
è nata in un boschetto
vicino alla marina.

Vicino alla marina
dove è più bello stare
trum-lallà
larallalà,

si vedon le barchette
a navigar sul mare,
si vedono le barchette
a navigar sul mare.

A navigar sul mare
ci voglion le barchette
trum-lallà
larallalà,

per fa l'amor di sera
ci vuol le ragazzette,
per far l'amor di sera
di vuol le ragazzette.

Le ragazzette belle
l'amor non lo san fare
trum-lallà
larallalà,

e noi da bravi Alpini
glielo faremo fare,
e noi da bravi Alpini
glielo faremo fare.

Glielo faremo fare,
glielo farem sentire,
trum-lallà
larallalà,

stasera dopo cena
prima d'andà a dormire,
stasera dopo cena
prima d'andà a dormire.

 

Gruppo III

Dove sei stato mio bell'alpino

- Dove sè stato, mio bell'Alpino?
Dove sè stato, mio bell'Alpino,
Che ti ga cambià colore?

- L'è stata l'aria del Trentino,
L'è stata l'aria del Trentino,
Che m'ha fat cambià color!

L'è stata l'aria dell'Ortigara,
L'è stata l'aria dell'Ortigara,
Che m'ha fat cambià color!

Sul Monte Nero c'è una tormenta,
Sul Monte Nero c'è una tormenta
Che m'ha fat cambià color!

La sul Pasubio c'è un barilotto.
La sul Pasubio c'è un barilotto.
Che m'ha fat cambià color!

Sul Monte Grappa c'è una bombarda
Sul Monte Grappa c'è una bombarda
Che m'ha fat cambià color!

E' stato il fumo della mitraglia
E' stato il fumo della mitraglia
Che m'ha fat cambià color!

- Ma i tuoi colori ritorneranno,
Ma i tuoi colori ritorneranno
Questa sera a far l'amore.

 

Era una notte che pioveva

Era una notte che pioveva
e che tirava un forte vento;
immaginatevi che grande tormento
per un alpino che sta a vegliar!

A mezzanotte arriva il cambio
accompagnato dal capoposto
"Oh sentinella torna al tuo posto,
sotto la tenda a riposar!".

Quando fui stato nella mia tenda
sentii un rumore giù per la valle,
sentivo l'acqua giù per le spalle,
sentivo i sassi a rotolar.

Mentre dormivo sotto la tenda
sognavo d'essere con la mia bella
e invece ero di sentinella
fare la guardia allo stranier.

 

Il bersaglier ha cento penne

Bersagliere ha cento penne
ma l’alpin ne ha una sola
un pò più lunga un pò più corta
sol l’alpin la può portare...
un pò più lunga un pò più corta
sol l’alpin la può portare...

Quando scende la notte bruna
tutti dormon nella pieve
ma con la faccia dentro la neve
sol l’alpin non può dormir...
ma con la faccia dentro la neve
sol l’alpin non può dormir...

Là sui monti vien giù la neve
la tormenta dell’inverno
ma se venisse anche l’inferno
sol l’alpin riman lassù...
ma se venisse anche l’inferno
sol l’alpin riman lassù...

Se dall’alto di rupo cade
confortate i vostri cuori
perchè se cade i mezzo ai fiori
non gli importa di morir
perchè se cade i mezzo ai fiori
non gli importa di morir

 

Il testamento del capitano

Il comandante la compagnia
l'è ferito e sta per morir.
e manda a dire ai suoi alpini
che lo vengano a ritrovar.

I suoi alpini gli mandan a dire
che senza corda [scarpe] non si può passar.
"O con la corda [le scarpe], o senza [scarpe] corda
i miei alpini li voglio qua".

E cò fu stato alla mattina
i suoi alpini sono rivà.
"E io comando che il mio corpo
in sette pezzi sia taglià"

Il primo pezzo al Re d'Italia
che si ricordi dei suoi alpin.
Il secondo pezzo al reggimento
che si ricordi dei suoi soldà.

Il terzo pezzo al battatglione
che si ricordi del cuo capitan.
Il quarto pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figlio alpin.

Il quinto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor.
Il sesto pezzo alla montagna
ché fiorisca di rose e fior.

Il settimo pezzo alle frontiere
che si ricordino dei bravi alpin.

 

La tradotta che parte da Torino

La tradotta che parte da Torino
a Milano non si ferma più,
ma la va diretta al Piave,
cimitero della gioventù.

Siam partiti siam partiti in ventisette,
solo in cinque siam tornati qua,
e gli altri ventidue
son morti tutti a San Donà.

A Nervesa a Nervesa c'è una croce,
mio fratello l'è disteso là,
io ci ho scritto su "Ninetto"
che la Mamma lo ritroverà.

Cara suora cara suora son ferito,
a domani non ci arrivo più;
se non c'è qui la mia mamma,
un bel fiore me lo porti tu.

 

Monte Nero

Spunta l'alba del 16 giugno,
comincia il fuoco l'artiglieria,
il Terzo Alpini è sulla via
Monte Nero a conquistar.

Monte Rosso e Monte Nero,
traditor della vita mia,
ho lasciato la casa mia
per venirti a conquistar.

Per venirti a conquistare
abbiam perduti tanti compagni
tutti giovani sui vent'anni
La sua vita non torna più.

Il colonnello che piangeva
a veder tanto macello:
- Fatti coraggio, Alpino bello,
che l'onor sarà per te! -

Arrivati a trenta metri
dal costone trincerato
con assalto disperato
il nemico fu prigionier.

Ma Francesco l'Imperatore
sugli Alpini misse la taglia:
egli premia conla medaglia
e trecento corone d'or.

Chi gli porta un prigioniero
di quest'arma valorosa
che non forza baldanzosa
fa sgomenti i suoi soldà.

Ma l'alpino non è un vile,
tal da darsi prigioniero,
preferisce di morire
che di darsi allo straniero.

O Italia, vai gloriosa
di quest'arma valorosa
che combatte senza posa
per la gloria e la libertà.

Bella Italia devi esser fiera
dei tuoi baldi e fieri Alpini
che ti dànno i tuoi confini
ricacciando lo stranier.

 

O Dio del cielo

O Dio del cielo,
se fossi una rondinella,
O Dio del cielo,
se fossi una rondinella,
vorrei volare,
vorrei volare
vorrei volare
in braccio alla mia bella.
 
Prendi la secchia
e vattene alla fontana,
là c'è il tuo amore
là c'è il tuo amore
là c'è il tuo amore
che alla fontana aspetta.
 
Prendi il fucile
e vattene alla frontiera,
prendi il fucile
e vattene alla frontiera,
là c'è il nemico
là c'è il nemico
là c'è il nemico
che alla frontiera aspetta
 
 

Tapum

Venti giorni sull’Ortigara
senza il cambio per dismontà
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
E domani si va all'assalto,
soldatino non farti ammazzar,
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
Quando poi si discende a valle
battaglione non hai più soldà.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
Nella valle c'è un cimitero,
cimitero di noi soldà.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
Cimitero di noi soldà
forse un giorno ti vengo a trovà.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
Ho lasciato la mamma mia,
l'ho lasciata per fare il soldà.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
Quando portano la pagnotta
il cecchino comincia a sparar.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
Battaglione di tutti i Morti,
noi giuriamo l'Italia salvar.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...
 
 

Gruppo IV

Monte Pasubio

Sulla strada del Monte Pasubio
Bom borombom.
Lenta sale una lunga colonna
Bom borombom.
L'è la marcia di chi non torna
di chi si ferma a morir lassù.

Ma gli Alpini non hanno paura
Bom borombom.

Sulla cima del Monte Pasubio
Bom borombom
Soto i enti che ze 'na miniera
Bom borombom.
Son gli Alpini che scava e che spera
di tornare a trovar l'amor.

Ma gli Alpini non hanno paura
Bom borombom.

Sulla strada del Monte Pasubio
Bom borombom
è rimasta soltanto una croce
Bom borombom.
Non si sente mai più una voce,
ma solo il vento che bacia i fior.

Ma gli Alpini non hanno paura
Bom borombom, bom borombom,
bomborombà.

 

Monte Canino

Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
quel lungo treno che andava al confine.
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!

Dopo tre giorni di strada ferrata,
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...

Se avete fame guardate lontano,
se avete sete la tazza alla mano.
Se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.
Se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.

Non pù coperte lenzuola pulite.
Non più il sapore dei caldi tuoi baci.
Solo si sentono gli uccelli rapaci,
tra la tormenta e il rombo del cannon.
Solo si sentono gli uccelli rapaci,
tra la tormenta e il rombo del cannon.

 

Maledetto sia Cadorna

Maledetto sia Cadorna,
prepotente come un cane,
vuol tenere la terra d'altri
ché i tedeschi son padroni

E i vigliacchi di quei siori,
che la credevan 'na passeggiata,
quando sentirono la loro chiamata
corser a Roma e s’imboscaron,

E quei pochi che ci resteranno,
quando poi verranno a casa,
impugneran la loro spada
contro i vigliacchi di quei padron.

La Quadruplice malintesa
che di pace non vuol sentire
ma non sa cosa sia soffrire
là sul Piave a guerreggiar.

Dal governo siam malnutriti
dagli ufficiali siam maltrattati
i quattro Stati si son riuniti
per distruggere la gioventù.


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