Simbolismo
La musica dell'invisibile
Il Simbolismo condivide col Decadentismo la sfiducia nel Positivismo e l'attenzione per l'interiorità, e la trasforma in una poetica specifica. Rifiutando la brutalità del Verismo, esplora invece il mistero, il sogno e le corrispondenze segrete tra suono, colore e parola.
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Corrente musicale che si contrappone al Verismo, rifiutando la rappresentazione della realtà oggettiva per esplorare, attraverso un linguaggio allusivo e raffinato, il mondo interiore, il mistero, il sogno e le corrispondenze segrete tra le arti.
L'inizio
1890
Il movimento prese avvio nell'ultimo decennio dell'Ottocento, in parallelo con il Decadentismo e la poesia di Pascoli e del primo D'Annunzio, come reazione spiritualista all'oggettività del Verismo, cercando una via musicale che potesse esprimere l'inesprimibile e le verità nascoste dell'anima.
Il Simbolismo musicale è una reazione aristocratica e spirituale alla brutalità del Verismo. L'obiettivo non è più rappresentare un fatto, ma suggerire un'idea, evocare uno stato d'animo. Il compositore diventa un "veggente" che, attraverso la musica, prova a svelare una realtà più profonda e invisibile, nascosta dietro le apparenze. L'opera non racconta più una storia lineare, ma si trasforma in un rito, un'allegoria dove ogni elemento musicale, da un accordo, a un timbro, a un frammento melodico, diventa simbolo di un concetto misterioso.
L'orchestra diventa la vera protagonista, il luogo in cui si manifesta il simbolo. Non accompagna, ma crea l'atmosfera, un paesaggio sonoro rarefatto e cangiante. La voce perde la supremazia verista per fondersi con l'ordito strumentale, diventando essa stessa un colore, una linea che affiora e scompare nel flusso orchestrale, declamando il testo con un'inflessione quasi liturgica. Imitata dagli strumenti nel corso dei secoli precedenti, ne imita adesso la funzione, in un gioco reciproco di scambi.
Il culmine
1900-1910
Raggiunse il suo culmine nel primo decennio del Novecento, con opere che abbandonavano la cronaca nera per soggetti leggendari, mitici o esotici, utilizzando l'orchestra per creare atmosfere rarefatte e allusive.
La crisi
1910
Intorno al 1910, la sensibilità simbolista confluì da un lato nel carattere intimista del Crepuscolarismo, dall'altro venne superata dalla rottura radicale delle avanguardie, in particolare dal Futurismo, che ne rifiutava l'estetismo e l'interiorità.
La fine
1920
La spinta del Simbolismo si esaurì con la Prima Guerra Mondiale, lasciando in eredità un linguaggio armonico e orchestrale raffinatissimo che sarebbe stato assimilato e rielaborato dai compositori della "Generazione dell'Ottanta".
Poetica
La poetica è quella della suggestione e dell'analogia. La musica non deve descrivere, ma evocare. Il linguaggio si fa polisemico, allusivo, capace di creare corrispondenze tra suoni, colori e profumi. L'ascoltatore non è uno spettatore di un dramma, ma un iniziato che viene guidato in un'esplorazione dell'inconscio.
Contesto storiografico
Il periodo Simbolista in Italia riflette la reazione aristocratica e colta al Verismo. Mostra che, parallelamente al teatro di "cronaca nera", esiste una ricerca musicale raffinatissima, che dialoga con la grande poesia di Pascoli e D'Annunzio e che prepara il terreno alla "Generazione dell'Ottanta", smentendo il cliché di un'Italia musicale unicamente verista.
Storia
È l'Italia umbertina e giolittiana, un paese che vive la sua Belle Époque tra slanci di modernizzazione industriale e profonde crisi sociali (scandali bancari, moti popolari). La cultura simbolista riflette questa contraddizione, fuggendo dalla realtà sociale per rifugiarsi in un mondo di bellezza, mito e interiorità, come reazione aristocratica alla volgarità della società di massa nascente.
L'Italia a cavallo tra Ottocento e Novecento, sotto il regno di Umberto I e durante la successiva età giolittiana, vive un'epoca di profonde contraddizioni, una Belle Époque segnata da grandi illusioni e drammatiche tensioni. Da un lato, il Paese sperimenta una febbrile modernizzazione, con la nascita del triangolo industriale tra Torino, Milano e Genova, l'elettrificazione delle città e l'affermazione di una nuova borghesia imprenditoriale. Dall'altro, questa crescita è accompagnata da crisi profonde che ne svelano la fragilità, coi gravi scandali bancari, come quello della Banca Romana, che minano la fiducia nelle istituzioni. Il malcontento popolare esplode in moti violenti, come i Fasci Siciliani, cui seguono sanguinose repressioni, come per le proteste di Milano del 1898. La cultura simbolista nasce e prospera in questo clima di incertezza e rappresenta una forma di reazione aristocratica e spirituale al materialismo imperante, deliberato tentativo di evasione dalla realtà sociale. Di fronte alla volgarità della politica, alla crudezza dei conflitti di classe e all'avanzata della società di massa, l'artista simbolista si ritira sdegnosamente, costruendo un universo alternativo, un paradiso artificiale fatto di bellezza, mito, sogno, profonda interiorità
Pensiero
Il Simbolismo musicale è figlio della crisi del Positivismo. Alla fiducia nella scienza e nella realtà oggettiva si sostituisce una riscoperta dell'irrazionale e dello spiritualismo. Il pensiero di riferimento non è più quello scientifico, ma l'Idealismo di Benedetto Croce, che rivendica l'autonomia dell'arte come "intuizione pura", e l'Estetismo, che pone l'arte e la bellezza al di sopra di ogni altra esperienza, come valore assoluto.
Il Simbolismo è la diretta conseguenza della crisi del Positivismo. La fiducia incrollabile nella scienza e nel metodo sperimentale, che aveva dominato la cultura realista, si sgretola di fronte alla sensazione che la realtà oggettiva non è l'unica dimensione dell'esistenza. Emerge una potente riscoperta dell'irrazionale, del mistero, del sogno e dello spiritualismo, che la logica scientifica non può spiegare. Il punto di riferimento filosofico in Italia diventa l'Idealismo di Benedetto Croce, la cui influenza fu immensa. Croce, nella sua Estetica, rivendica la totale autonomia dell'arte, definendola come intuizione lirica o intuizione pura. Per lui, l'arte non è un'imitazione della natura né un'espressione di concetti, ma una forma di conoscenza a sé stante, che viene prima della logica, e che attinge direttamente alle profondità del sentimento. Questa teoria fornisce la perfetta giustificazione filosofica a un'arte e a una musica che voltano le spalle alla realtà per esplorare l'interiorità. A ciò si affianca la corrente dell'Estetismo, che radicalizza ulteriormente questa visione. L'esteta pone l'arte e la bellezza come valore assoluto, al di sopra della morale, della società e della vita stessa, che diventa essa stessa un'opera d'arte da plasmare secondo un ideale di perfezione formale.
Arte
In pittura, il movimento parallelo è il Divisionismo di artisti come Gaetano Previati e Giovanni Segantini. Essi superano il realismo della "macchia" per accostare piccoli filamenti di colore puro. L'obiettivo non è più imitare la realtà, ma esprimere idee e stati d'animo universali, come la maternità, la morte, la natura, intesa come forza spirituale, conferendo alla luce un valore simbolico. È il perfetto corrispettivo della trama orchestrale raffinata della musica simbolista.
In pittura, il corrispettivo più diretto del Simbolismo è il Divisionismo. Artisti come Gaetano Previati e Giovanni Segantini portano alle estreme conseguenze la ricerca sulla luce e sul colore iniziata dai Macchiaioli, ma con un fine completamente diverso. La loro tecnica, che scompone il colore accostando sulla tela sottili filamenti di colori puri, non serve più a imitare la vibrazione della luce naturale, ma a trasfigurare la realtà per caricarla di significati spirituali e universali. L'obiettivo non è rappresentare il mondo, ma esprimere idee e stati d'animo. In opere come la Maternità di Previati, le figure si smaterializzano in un vortice di linee e luce, diventando l'incarnazione simbolica dell'idea sacra dell'amore materno. Giovanni Segantini, nei suoi maestosi trittici alpini, utilizza la luce divisionista per infondere nella natura un senso di spiritualità panteistica. Nei suoi dipinti, le montagne, i cieli e gli animali non sono semplici elementi del paesaggio, ma simboli del ciclo eterno della vita, della morte, della rinascita. La luce, in particolare, perde ogni connotazione realistica per diventare l'emanazione visibile del divino, il perfetto corrispettivo pittorico della trama orchestrale rarefatta della musica simbolista.
Letteratura
Il Simbolismo musicale è la traduzione in suono della rivoluzione poetica di Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio. Pascoli, con la sua "poetica del fanciullino", insegna a vedere il mistero nelle piccole cose e a usare la parola non per il suo significato logico, ma per il suo valore sonoro e onomatopeico. D'Annunzio, con la sua prosa e le sue liriche, crea il modello del "vivere inimitabile", un'esistenza trasformata in opera d'arte, e fornisce ai musicisti un immaginario lussuoso, sensuale e mitologico, fondato sul culto della parola come musica.
Il Simbolismo musicale è la diretta traduzione in suono della rivoluzione poetica compiuta in Italia da Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio, che scardinano la tradizione realista. Pascoli, con la sua celebre "poetica del fanciullino", teorizza la necessità di guardare il mondo con uno sguardo capace di cogliere le misteriose corrispondenze nascoste nelle piccole cose. Per lui, la parola poetica deve abbandonare il suo valore puramente semantico per riscoprire la sua essenza musicale. La sua poesia è intessuta di onomatopee, di sinestesie, di un linguaggio analogico dove il suono di una parola evoca significati che vanno ben oltre la sua definizione, creando un'atmosfera di sogno. Parallelamente, Gabriele D'Annunzio incarna la figura dell'artista-esteta, e costruisce il modello del vivere che è inimitabile, di un'esistenza eccezionale interamente vissuta come fosse un'opera d'arte. Egli fornisce ai musicisti del suo tempo un immaginario sontuoso e decadente, intriso di sensualità, paganesimo. La sua prosa e le sue liriche sono costruite attorno a un vero e proprio culto della parola, scelta non solo per il suo significato, ma per la sua preziosità, la musicalità e la capacità di evocare mondi lussuosi, sensuali, offrendo un repertorio di atmosfere perfettamente in linea con l'estetica simbolista.
Prassi esecutiva e generi
Il Simbolismo richiede un'esecuzione estremamente raffinata e attenta alle sfumature dinamiche e timbriche. Il ruolo del direttore d'orchestra diventa cruciale per bilanciare le complesse e delicate tessiture strumentali. Servono cantanti-interpreti capaci di un fraseggio sottile e di un'introspezione psicologica, lontani dalla potenza vocale del cantante verista.
Il genere prediletto è il poema sinfonico, che permette di evocare atmosfere senza i vincoli di una trama, e l'opera di soggetto mitico, leggendario o esotico, che si presta a letture simboliche. La forma è aperta, ciclica, basata sul ritorno di motivi-simbolo piuttosto che su una progressione drammatica lineare.
Luoghi e protagonisti
I teatri d'opera rimangono centrali, ma le opere simboliste sono spesso destinate a un pubblico più colto ed elitario, in polemica con il gusto popolare che acclamava il Verismo. Anche le sale da concerto, con l'esecuzione di poemi sinfonici, diventano luoghi altrettanto importanti.
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Le opere simbolo
Opere simbolo sono Le Fontane di Roma (1916) di Respighi, manifesto del poema sinfonico come pura evocazione sonora e coloristica, Francesca da Rimini (1914) di Zandonai, su testo di D'Annunzio, che trasforma la passione in un rito estetizzante e sensuale; Iris (1898) di Mascagni, che segna un primo, significativo allontanamento dal verismo puro verso un'allegoria esotica e simbolica.
La musica nella storia
Il Simbolismo trasforma il linguaggio musicale in spazio di allusione e suggestione.
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