Età Romantica
Il Melodramma della Nazione
Il Romanticismo eredita la grandiosità formale del Neoclassicismo, ma la frantuma e la riempie di una passionalità soggettiva e irrazionale, trasformando l'eroe antico in un individuo moderno, tormentato e ribelle.
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Movimento che, in reazione alla razionalità neoclassica, contrappone l'assoluta centralità del sentimento, della fantasia e dell'individuo. In Italia, trova la sua massima espressione nel melodramma, che diventa la voce del popolo e della Nazione in lotta per la propria indipendenza.
L'inizio
1816
La sensibilità romantica prese avvio in Italia già nei primi decenni dell'Ottocento, consolidandosi a partire dal 1816 con le prime, accese polemiche tra classicisti e romantici, trovando in Gioachino Rossini il primo, consapevole traghettatore.
Il Romanticismo musicale italiano è l'anticipazione, e lo sviluppo in suono dello "Sturm und Drang" (tempesta e impeto) che scosse l'Europa. È un'arte anticipatrice che rifiuta l'equilibrio e la misura per esplorare gli abissi dell'animo umano, la passione travolgente, la follia, il sogno, la nostalgia struggente per un infinito irraggiungibile. Lungi dall'essere un fenomeno d'importazione o tardivo, in Italia assume la forma unica e potentissima del melodramma. Attraverso le ultime opere di Traetta, Paisiello, Cimarosa, e poi quelle di Bellini, Donizetti e Verdi, il dramma individuale di eroi emarginati e ribelli si confonde col dramma collettivo di un popolo oppresso, com'era quello italiano. L'opera cessa allora di essere un intrattenimento aristocratico per diventare un rito civile, il luogo in cui la Nazione prende coscienza di sé e canta, letteralmente, il proprio desiderio di libertà, che esprime nel segreto dei significati reconditi dei testi, o nei giochi di rimandi e nelle analogie musicali.
La cantabilità è il motore primo del linguaggio, ma caricata di una nuova e dirompente tensione drammatica. La melodia "lunga, lunga, lunga" di Bellini è la perfetta anticipazione della Sehnsucht dei tedeschi, una tensione ansiosa verso un oggetto del desiderio irraggiungibile. L'orchestra verdiana non accompagna, ma scolpisce il dramma, creando atmosfere sublimi (si pensi ad esempio alla scena della tempesta nel Rigoletto) e incarnando la violenza delle passioni. La voce stessa, soprattutto quella del tenore eroico, si fa titanica, simbolo dello sforzo dell'individuo contro un destino avverso.
Il culmine
1830-1860
Il Romanticismo raggiunse il suo culmine tra il 1830 e il 1860, periodo che coincide con la piena maturità di Bellini e Donizetti e con gli "anni di galera" di Giuseppe Verdi, la cui opera divenne la colonna sonora del Risorgimento.
La crisi
1860
Intorno agli anni dell'Unità d'Italia, l'eroismo collettivo del Romanticismo risorgimentale iniziò a cedere il passo a una sensibilità nuova, più inquieta e problematica, che esplorerà il conflitto tra l'artista e la società moderna, preparando il terreno alla Scapigliatura.
La fine
1870
La spinta propulsiva del movimento si esaurì con la presa di Roma, lasciando il posto a una nuova generazione che ne avrebbe messo in discussione i valori, pur partendo dalle sue fondamenta.
Poetica
La poetica dominante è quella del sentimento come assoluto. L'obiettivo non è rappresentare un'azione secondo verosimiglianza, ma esprimere l'interiorità dei personaggi nella sua forma più estrema e sublime. La musica diventa l'esplorazione dell'io e, per estensione, l'incarnazione dell'anima di un intero popolo, che aveva un unico strumento per esprimere gli aneliti libertari: il canto e la musica strumentale.
Contesto storiografico
Affermare che il Romanticismo italiano coincide con il melodramma significa rifiutare la narrazione tedesca, che lo giudica "non abbastanza strumentale" e quindi inferiore. Questa gerarchia è un'impostura. La verità è che la musica strumentale d'Oltralpe è, spesso, Opera senza parole. Le loro stesse Sinfonie sono più apprezzate quando gli strumenti cantano, imitando la voce, e nelle cadenze dei solisti, sembra d'ascoltare un soprano, un tenore, o un baritono dell'Opera. Insomma, si riconosce che la forma più alta, complessa e storicamente influente del Romanticismo in Italia e all'estero fu il teatro musicale. Ma s'ammetta anche, che la musica strumentale, altro non è che musica d'Opera senza parole. I Concerti più belli, ad esempio quello di Muzio Clementi, prendono esempio dal melodramma per costruire forme, strutture, melodie e temi. La prassi stessa lo conferma: nelle Accademie aristocratiche d'Ottocento, si suonavano pezzi d'opera con il flauto solo, con la chitarra, col pianoforte. E non è forse quella musica strumentale? L'opera di Verdi, quindi, non è una versione provinciale d'un dramma wagneriano, ma forma autonoma di teatro musicale moderno, radicata nella specifica realtà politica e culturale del Risorgimento, e pienamente strumentale, come dimostrano le sue magnifiche Sinfonie d'apertura. Anche la voce, del resto, è uno strumento.
Storia
Il periodo romantico coincide quasi perfettamente con le lotte per l'indipendenza e l'unificazione italiana, dal fallimento dei moti carbonari fino alla presa di Roma. L'opera diventa una cassa di risonanza delle speranze, delle frustrazioni e dell'eroismo di un'intera nazione dalla fine del Settecento in poi.
La musica romantica italiana è incomprensibile senza il Risorgimento. Quando il coro del Nabucco canta la patria "sì bella e perduta", il pubblico milanese sotto il dominio austriaco non pensa agli Ebrei a Babilonia, ma a se stesso. Verdi, Bellini e Donizetti, consapevolmente o meno, misero in scena storie di popoli oppressi, di esuli, di tiranni e di eroi solitari in lotta contro il potere, fornendo al popolo italiano un potente immaginario in cui riconoscere la propria condizione e alimentare le proprie speranze. Il nome stesso di VERDI divenne un acronimo patriottico: Vittorio Emanuele Re D'Italia.
Pensiero
Il Romanticismo è l'abbandono della ragione illuminista per l'esplorazione dell'io, del sentimento e dell'irrazionale. Si afferma un pensiero che, come in Leopardi, riconosce lo scontro titanico tra l'individuo, con il suo desiderio di infinito, e una natura matrigna e indifferente. La passione non è più un "affetto" da analizzare, ma una forza primordiale che definisce l'esistenza.
La filosofia romantica italiana è intrisa di un profondo pessimismo storico (la delusione per il fallimento delle rivoluzioni) unito a un'incrollabile fede nella forza dello spirito individuale e nazionale. Il "titanismo" dell'eroe verdiano, che lotta pur sapendo di poter essere sconfitto, è il perfetto corrispettivo musicale dell'individualismo eroico di Foscolo e del patriottismo di Mazzini. La musica diventa il luogo dove la tensione tra il desiderio infinito dell'anima (ancor prima della Sehnsucht dello Sturm und Drang) e la finitezza della condizione umana si esprime nella sua forma più pura e commovente.
Arte
L'arte romantica abbandona la perfezione statuaria del Neoclassicismo per una pittura più passionale, storica e spesso malinconica. Il massimo esponente è Francesco Hayez, i cui dipinti (come Il Bacio) diventano simboli del sentimento patriottico e delle passioni private.
La pittura di Hayez è il perfetto parallelo del melodramma. I suoi soggetti sono spesso tratti dalla storia medievale o da episodi letterari (come I Vespri Siciliani), esattamente come i libretti d'opera. Le sue tele uniscono la precisione del disegno a un'intensità emotiva e a un cromatismo che evocano forti passioni. Come in un'opera di Verdi, la scena storica diventa il pretesto per rappresentare un dramma universale di amore, tradimento e sacrificio, caricato di allusioni politiche all'Italia contemporanea.
Letteratura
Il Romanticismo letterario italiano è dominato dalla figura di Alessandro Manzoni, con I Promessi Sposi, e dalla poesia di Giacomo Leopardi. Si afferma il romanzo storico come genere per eccellenza e una lirica che esplora le profondità del dolore esistenziale.
La letteratura romantica italiana fornisce al melodramma i suoi temi e il suo spirito. Il romanzo storico di Manzoni, con la sua attenzione agli "umili" e la sua rappresentazione di un popolo che subisce la storia, crea il clima culturale in cui l'opera verdiana può fiorire. La poesia di Leopardi, con il suo canto dell'infinito e il suo dolore cosmico, trova un'eco nella struggente malinconia delle melodie di Bellini. Il teatro musicale diventa così il luogo in cui la narrazione storica manzoniana e la lirica leopardiana si fondono in una sintesi potente e popolare.
Prassi esecutiva e generi
La prassi viva ottocentesca è dominata dalla figura del "grande cantante", che però non è più il co-compositore arcadico, ma l'interprete-creatore che incarna una precisa volontà drammatica del compositore. Con grandi margini di libertà nelle cadenze e nelle variazioni, il cantante si fa strumento di una verità teatrale superiore. L'autorità del compositore, soprattutto con Verdi, si fa ancor più marcata.
Il genere dominante è il melodramma, con le sue forme codificate dell'aria, della cabaletta, del duetto, del concertato, che vengono espanse e caricate di una nuova tensione. Si potenzia il coro, non come elemento decorativo, ma come personaggio collettivo, a rappresentare la voce del popolo.
Luoghi e protagonisti
I grandi teatri d'opera diventano i templi della Nazione: il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli. Sono i luoghi in cui le aspirazioni risorgimentali trovano la loro espressione più potente e condivisa, in cui si parla di politica, si scambiano le idee più sovversive, per scalzare gli usurpatori. Nei teatri si è iniziati anche alla carboneria.
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Le opere simbolo
Opere simbolo sono Norma (1831) di Bellini, con la sua melodia infinita e la sua eroina sublime; Lucia di Lammermoor (1835) di Donizetti, manifesto del dramma romantico con la sua celebre scena della pazzia; Nabucco (1842) di Verdi, il cui coro "Va, pensiero" divenne l'inno non ufficiale del Risorgimento.
La musica nella storia
Il Romanticismo espande il linguaggio musicale tra espressione individuale e tensione drammatica.
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