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STORIA

L'inizio

1730

Il movimento prese avvio intorno al 1730, con la nascita di un nuovo spirito critico che trovò la sua prima, dirompente espressione nell'opera napoletana.

L'Illuminismo fu un movimento culturale e stilistico che mirava a rendere la musica più ragionevole, naturale e verosimile. A differenza dell'Arcadia, che si rifugiava in un mondo pastorale idealizzato, l'Illuminismo si confrontò direttamente con la realtà, con un forte spirito critico e riformatore. E questo si manifestò su due fronti principali. A Milano con la riforma dell'opera seria, che purgò gli abusi dei virtuosi per creare un dramma più logico e commovente; a Napoli, con la nascita e il trionfo dell'opera buffa, che mise in scena la vita borghese e popolare, usando la comicità come strumento di critica sociale. In campo strumentale, la stessa ricerca di chiarezza e logica portò allo sviluppo della sinfonia e della forma-sonata.

Il linguaggio resta fondamentalmente cantabile, ma governato da una nuova logica strutturale. La sinfonia di Sammartini, pur essendo puramente strumentale, si basa su temi chiari e di stampo vocale organizzati secondo la logica della forma-sonata, un equivalente del pensiero rigoroso degli enciclopedisti. La musica da camera di Boccherini è concepita come una conversazione civile e razionale tra pari, dove ogni strumento parla con la propria voce.

Il culmine

1760-1770

Raggiunse il suo culmine tra il 1760 e il 1780, con la Riforma dell'opera seria e la piena affermazione della sinfonia e dell'opera in tutta Europa.

La crisi

1770

Verso il 1770, gli ideali illuministi si consolidarono nelle forme del Classicismo maturo, mentre una nuova sensibilità, più inquieta e personale, iniziò a sperimentare le tensioni del Romanticismo.

La fine

1780

La spinta riformatrice si esaurì verso la fine del secolo, lasciando in eredità le strutture formali e drammatiche su cui si sarebbe basata la musica del periodo successivo.

Poetica

La poetica della ragione è applicata al dramma, con l'obiettivo duplice, da un lato di riformare il codice musicale per eliminare le convenzioni irrazionali e servire la verità drammatica , dall'altro rappresentare la realtà sociale con spirito critico, mostrando il trionfo dell'astuzia e della ragione sui privilegi aristocratici.

Contesto storiografico

Mentre la storiografia tradizionale attribuisce la riforma dell'opera a Gluck, un'analisi attenta della produzione italiana della metà del secolo rivela che compositori come Jommelli e Traetta avevano già anticipato queste innovazioni, specialmente nella ricerca di una maggiore continuità e drammaticità tra recitativo e aria. La riforma, quindi, non è un'importazione, ma un'evoluzione interna al sistema musicale italiano, che la storiografia tedesco-centrica ha messo in ombra. Illuminare il Settecento italiano significa restituire a Milano e Napoli il loro ruolo di laboratori della modernità musicale europea.

Storia

È l'epoca dell'Assolutismo Illuminato. In Italia, le corti degli Asburgo a Milano e dei Borbone a Napoli, influenzate dai filosofi, promuovono riforme amministrative, economiche e giuridiche per modernizzare lo Stato e garantire la pubblica felicità.


L'Illuminismo italiano è strettamente legato all'azione dei sovrani riformatori. Le innovazioni culturali non sono atti di ribellione, ma progetti realizzati in collaborazione con il potere. La costruzione di teatri pubblici come il San Carlo e la Scala, la riorganizzazione della vita musicale e il sostegno a generi "utili" come l'opera buffa, che educa la borghesia, sono parte di un più ampio progetto politico volto a creare una società razionale, ordinata ed efficiente.

Pensiero

È il "secolo dei lumi". Il pensiero si basa sulla fiducia nella ragione umana come strumento per comprendere e migliorare il mondo. Si criticano i dogmi della tradizione e dell'autorità in nome dell'esperienza e della scienza. In Italia, figure come Cesare Beccaria e i fratelli Verri applicano questi principi alla riforma del diritto e della società.


L'Illuminismo musicale è la traduzione sonora dei principi dei filosofi. La rivista "Il Caffè" a Milano diventa l'epicentro del dibattito su come rendere l'opera più "ragionevole". Il manifesto di Beccaria Dei delitti e delle pene trova un parallelo nella riforma di Piccinni, e di Traetta, che "purgano" il dramma dalle "torture" vocali irrazionali. L'opera buffa, con i suoi servitori furbi che trionfano sui padroni aristocratici, è la colonna sonora delle teorie di Genovesi e Filangieri, che esaltano l'ingegno e il merito contro i privilegi di nascita.

Arte

L'arte dell'Illuminismo è il Neoclassicismo, sicché si può anche parlare di neoclassicismo in musica. In reazione alle frivolezze del Rococò, si ricerca un'arte più severa, morale e razionale, ispirata alla nobile semplicità e quieta grandezza dell'antichità greco-romana, come teorizzato da Winckelmann. È un'arte che deve educare il cittadino ai valori civili.


Il Neoclassicismo trova la sua espressione più alta nella scultura di Antonio Canova. L'ideale di ordine, chiarezza e rigore formale che anima la loro opera è lo stesso che guida la riforma musicale di Piccinni e di Traetta e lo sviluppo della forma-sonata di Sammartini. L'architettura, con le sue forme geometriche pure e la sua monumentalità funzionale, come nel Teatro alla Scala, rispecchia l'ideale di una società basata sulla ragione e sull'ordine.

Letteratura

È l'epoca della riforma del teatro e della nascita del giornalismo moderno. Carlo Goldoni riforma la commedia, abbandonando le maschere della Commedia dell'Arte per un teatro di "carattere" che rappresenta la vita borghese. Giuseppe Parini, con Il Giorno, usa la satira per criticare la nobiltà oziosa. Vittorio Alfieri scrive tragedie contro la tirannia.


La letteratura illuminista condivide con la musica gli stessi obiettivi di riforma e di aderenza al "vero". La riforma del teatro comico di Goldoni è parallela all'affermazione dell'opera buffa, ed entrambe mettono in scena la realtà quotidiana e i conflitti della società borghese. La critica di Parini all'aristocrazia risuona nelle trame dell'opera buffa, dove i nobili sono spesso personaggi sciocchi e arroganti. La ricerca di Alfieri di un dramma "nudo" e potente è affine, ad esempio, alla ricerca di Jommelli di una "bella semplicità" nell'opera seria.

Prassi esecutiva e generi

La prassi viva continua, ma il potere si sposta dal cantante al compositore, che modera lo strapotere dei virtuosi, limitandone la libertà di improvvisare ornamenti fine a se stessi in nome della verità drammatica. Il testo scritto acquista maggiore autorità, pur rimanendo molto flessibile, specialmente nell'opera buffa.


I generi chiave sono l'opera buffa, l'opera seria riformata, la sinfonia (basata sulla nascente forma-sonata) e la musica da camera come il quartetto e il quintetto d'archi.

Luoghi e protagonisti

I due poli furono Milano, attorno alla rivista "Il Caffè" e al Teatro alla Scala, e Napoli, capitale dell'opera, con i suoi conservatori e il monumentale Teatro di San Carlo, simbolo del primato musicale.


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Le opere simbolo

La serva padrona (1733) di Pergolesi, diede inizio alla fortuna europea dell'opera buffa; le Sinfonie di Sammartini posero invece le fondamenta per le forme classiche per eccellenza.


La musica nella storia


L’Illuminismo riorganizza il pensiero musicale tra riforma, razionalità e funzione civile.

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