Disciplina, purezza, struttura
Il ritorno all’ordine e il corpo come scultura antica
Il ritorno all’ordine
Nel clima neoclassico il gusto europeo si orienta verso un maggiore equilibrio formale e il controllo delle passioni. Il balletto, già riformato nel secolo dei Lumi, viene ora incanalato in una nuova estetica di purezza e proporzione. La danza deve essere nitida, leggibile, strutturalmente coerente. Il gesto perde gli eccessi ornamentali del Rococò e si fa più lineare. A innescare questa rivoluzione visiva e concettuale sono proprio le sensazionali scoperte archeologiche italiane di Pompei ed Ercolano, che riportano alla luce l'estetica dell'antichità romana e greca, influenzando le arti e la moda di tutta Europa.Il balletto narrativo e i "quadri viventi"
Il balletto narrativo è la nuova moda italiana e abbandona definitivamente le maschere, integra pantomima e danza in modo continuo costruendo drammi compatti. L’azione non è più sequenza di episodi, ma struttura organica. Maestri indiscussi di questo periodo sono coreografi di genio come il napoletano Gaetano Gioia (definito dai letterati contemporanei il "Sofocle della danza") e il sommo Salvatore Viganò. Nelle loro creazioni, i danzatori abbandonano i pesanti abiti di corte per indossare tuniche leggere di foggia antica, riproducendo in scena veri e propri tableaux vivants (quadri viventi) ispirati direttamente alle opere del più grande scultore dell'epoca, il veneto Antonio Canova.Professionismo e gerarchia scenica
Tra fine Settecento e inizio Ottocento si stabilizza in Italia una gerarchia interna alla compagnia, fatta di primi ballerini solisti e corpo di ballo. Il balletto assume una struttura stabile simile a quella dell’orchestra. La disciplina tecnica diventa requisito imprescindibile. I teatri pubblici delle maggiori città italiane consolidano il balletto come genere autonomo all’interno delle stagioni teatrali: Milano fa da apripista con la fondazione dell'Imperiale Regia Accademia di Ballo del Teatro alla Scala (istituita ufficialmente nel 1813 ma frutto del lavoro dei decenni precedenti), seguita a ruota da Roma e da Napoli con il suo glorioso Teatro di San Carlo.Il corpo idealizzato
Il corpo è idealizzato, dato che il Neoclassicismo guarda all’antichità come modello di armonia. La danza assume posture perciò più verticali, più equilibrate, essenziali. Il corpo non è più solo un mezzo espressivo, ma è figura ideale e si rafforza l’idea che il danzatore debba incarnare un modello estetico superiore, quasi scultoreo dell'antica Grecia, sostenuto da partiture musicali di compositori italiani come l'emiliano Ferdinando Paër o il milanese Ferdinando Pontelibero, che scrivono musiche su misura per esaltare questa nuova nobiltà di movimento.Verso la trasformazione romantica
Alla fine di questo periodo il balletto italiano è tecnicamente consolidato, drammaturgicamente autonomo, istituzionalmente stabile, ma sta per avvenire un cambiamento radicale. L’Ottocento romantico introdurrà infatti in Italia la centralità assoluta della ballerina, e con sé la ricerca della leggerezza estrema, attraverso lo sviluppo sistematico della tecnica sulle punte. Le ambientazioni più gradite dal pubblico saranno allora quelle soprannaturali. Se il Neoclassicismo ha dato al balletto struttura e disciplina, il Romanticismo gli regalerà atmosfere da sogno.
Scopri come il balletto si stacca definitivamente da terra con l'invenzione della punta e il trionfo delle étoile italiane.
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