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STORIA

La nascita del balletto d’azione



Dalla simmetria barocca alla verità espressiva

All’inizio del XVIII secolo il balletto in Italia è tecnicamente codificato ma drammaturgicamente rigido. Le sequenze danzate restano spesso episodiche, inserite nell’opera come momenti decorativi. Nel clima culturale dell’Arcadia e dell’Illuminismo, però, cambia il paradigma estetico. Ora si cercano semplicità, chiarezza, verosimiglianza, coerenza narrativa. La danza non può più essere pura ornamentazione, perché deve parlare, raccontare una storia. Il gesto deve esprimere emozioni e i movimenti devono essere coerenti con la psicologia dei personaggi; le maschere rigide e i costumi ingombranti vengono progressivamente aboliti. È una rivoluzione. La danza non è più figura geometrica collettiva: è teatro muto, che usa i movimenti del corpo come linguaggio. Il grande pioniere e teorico di questa rivoluzione è il milanese Gasparo Angiolini, creatore del vero e proprio "balletto pantomimo". Angiolini sostiene che la danza debba commuovere e narrare unicamente attraverso il gesto, senza l'aiuto di spiegazioni parlate o cantate. Nel balletto d’azione il gesto sostituisce la parola e la pantomima diventa elemento strutturale, l’espressione del volto acquista centralità. Il danzatore non è solo virtuoso tecnico: è interprete. La trasformazione è parallela in Italia alle riforme dell’opera seria e alla ricerca di naturalezza che attraversa tutto il Settecento musicale.

L'Italia fulcro della sperimentazione e il "Ballo Grottesco"

L’Italia continua a essere centro teatrale fondamentale, soprattutto per l’opera, ma il primato della riforma coreografica è condiviso con le grandi capitali (Parigi, Vienna, Londra), che diventano luoghi di sperimentazione del balletto narrativo grazie proprio all'esportazione dei talenti italiani. Anche a Vienna, come da noi, nel contesto delle riforme teatrali della seconda metà del secolo il balletto si integra sempre più organicamente nello spettacolo, guidato dalla maestria dello stesso Angiolini e supportato dalle musiche di grandi compositori italiani come Antonio Salieri e Luigi Boccherini. Parallelamente alla danza "nobile", in Italia si sviluppa in questo periodo una forma autoctona di straordinaria importanza: il "Ballo Grottesco". Lontano dall'eleganza compassata francese, il ballerino grottesco italiano è un virtuoso formidabile, capace di salti, piroette e acrobazie, unite a una mimica facciale vivacissima. A codificare questa eccellenza italiana sarà il coreografo napoletano Gennaro Magri nel suo fondamentale Trattato teorico-prattico di ballo (1779).

Dal divertissement alla drammaturgia autonoma: il Coreodramma

Il passaggio decisivo è questo. Prima la danza interrompe l’azione dell'opera, ora la danza è l’azione stessa. L'apoteosi di questa emancipazione si compie a fine secolo grazie al genio del napoletano Salvatore Viganò. Viganò inventa il "coreodramma" (o dramma coreografico), portando la pantomima a un livello di complessità mai visto, specialmente al Teatro alla Scala di Milano. Nelle sue opere, anche il corpo di ballo smette di muoversi come un gregge geometrico: ogni singolo ballerino ha una sua parte espressiva e recitativa autonoma all'interno della massa. Il balletto d’azione prepara così il terreno per la nascita del balletto romantico e l’emancipazione definitiva dal melodramma.

Verso l'Ottocento

Alla fine del Settecento il balletto è tecnicamente maturo e narrativamente consapevole, ma manca ancora la trasformazione del corpo in figura ideale, sospesa, quasi sovrumana. Solo l’Ottocento romantico porterà al mito della leggerezza, che vede la ballerina sulle punte come protagonista assoluta, un traguardo tecnico che, ancora una volta, vedrà una dinastia di italiani (come i Taglioni e i Blasis) dettare legge in tutto il mondo.
Una fotografia a colori che ritrae un gruppo di ballerine classiche durante un'esibizione sul palcoscenico del Teatro alla Scala, indossando tutu dai colori vivaci.
Balletto al Teatro alla Scala (1998), Arte generativa, stile Fotografia a colori di Varrone & Romano, Collezione privata.

Scopri come la ragione illumina il palcoscenico e il balletto conquista la sua indipendenza nell'epoca della riforma teatrale.

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