La vita
Formatosi nel periodo del Realismo, la sua lunga carriera matura si svolge nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano e convivono le poetiche del Verismo, del Decadentismo e del Simbolismo.
La vita di Guglielmo Zuelli è una straordinaria testimonianza di talento e determinazione, un percorso di riscatto che lo vide superare un'infanzia segnata dalla povertà e dall'abbandono per affermarsi come una figura di primo piano nel panorama musicale italiano. Rimasto orfano a soli tre anni, visse un'infanzia drammatica, arrivando persino a essere arrestato per accattonaggio. A nove anni trovò rifugio nell'orfanotrofio di Reggio Emilia, dove la musica divenne la sua ancora di salvezza. Qui iniziò i suoi studi con Giuseppe Grisanti, alternando le lezioni ai più umili mestieri per sopravvivere.
La sua tenacia fu premiata nel 1876, quando, grazie all'aiuto di alcuni benefattori che ne avevano intuito il potenziale, riuscì a iscriversi al prestigioso Liceo Musicale di Bologna. Sotto la guida di maestri come Alessandro Busi e Luigi Mancinelli, affinò la sua tecnica e sviluppò la sua vena creativa, diplomandosi in composizione nel 1882 con il poema sinfonico La danza delle ondine. La svolta decisiva della sua carriera arrivò nel 1884 con la vittoria al primo Concorso Sonzogno, uno dei più importanti premi per giovani operisti, con l'atto unico La fata del Nord. L'opera fu rappresentata con grande successo al Teatro Manzoni di Milano, proiettandolo sulla scena nazionale.
Dopo questo trionfo, la sua carriera si orientò prevalentemente verso la didattica e la direzione, ambiti in cui eccelse con grande autorevolezza. Dopo aver diretto la scuola musicale di Adria e quella di Forlì, nel 1892 fu chiamato a insegnare composizione al Conservatorio di Palermo, del quale divenne direttore due anni dopo. Successivamente, dal 1911 al 1929, guidò con grande prestigio il Conservatorio di Parma, per poi concludere la sua carriera come direttore ad Alessandria. La sua vita, iniziata tra le difficoltà, si concluse nel segno del successo e del riconoscimento, lasciando un'eredità importante come compositore e, soprattutto, come educatore di intere generazioni di musicisti.
Aneddoto
Il vincitore e il sogno
La storia del primo Concorso Sonzogno del 1884 è legata a un'ironica vicenda che Guglielmo Zuelli amava ricordare. A quel concorso, che lui vinse con La fata del Nord, partecipò anche un giovane e allora sconosciuto Giacomo Puccini con la sua opera prima, Le Villi, che però non fu ammessa. Trent'anni dopo, riflettendo sulla diversa sorte che il destino aveva riservato a entrambi, Zuelli scrisse a Puccini, ormai celebre in tutto il mondo, una quartina agrodolce: "Sebben di Sonzogno vincessi il concorso / Il pelo rimisi qual fossi un grand'orso; / E tu che perdesti il Concorso Sonzogno / Vincesti la gloria e a me restò il sogno!".Le opere
Guglielmo Zuelli fu un compositore versatile, la cui produzione spazia dall'opera lirica alla musica sinfonica, dalla musica sacra a quella da camera. Il suo nome è legato soprattutto al successo della sua opera d'esordio, La fata del Nord, su libretto di Naborre Campanini. Questo lavoro, premiato al Concorso Sonzogno, fu rappresentato al Teatro Manzoni di Milano il 4 maggio 1884 e si distingue per l'ispirazione fantastica e la scrittura orchestrale brillante. Un'altra sua opera, Mocanna, su libretto di Ferdinando Fontana, fu commissionata da Casa Ricordi ma non giunse mai sulle scene, pur ottenendo un importante riconoscimento al Concorso Baruzzi di Bologna.
Nel campo sinfonico, Zuelli dimostrò una notevole padronanza della forma e un grande talento descrittivo. Tra i suoi lavori più apprezzati si ricordano i poemi sinfonici La danza delle ondine (1882) e Un saluto al mare (1883), da cui è tratto il celebre scherzo La festa delle sirene, che godette di grande popolarità. Compose anche una Sinfonia in Fa maggiore e la favola sinfonica Bertoldo (1918).
La sua produzione comprende inoltre una significativa quantità di musica sacra, tra cui una Missa in honorem Sanctae Agnetis e una Fuga a quattro parti sul tema "Fede a Bach", vincitrice di un concorso nel 1888. A ciò si aggiungono numerose composizioni corali, brani da camera come la berceuse per violoncello e pianoforte Dolce riposo, e diverse romanze per voce e pianoforte, che testimoniano la sua vena melodica e la sua raffinata sensibilità poetica.
Briciole di storia
L'addio all'Eroe dei Due Mondi
Il 2 giugno 1882, nella sua umile casa bianca sull'isola di Caprera, morì Giuseppe Garibaldi. La notizia si diffuse rapidamente in tutta Italia, gettando la nazione in un dolore profondo. Non moriva solo un generale, ma l'ultimo grande protagonista del Risorgimento, il condottiero leggendario le cui imprese avevano infiammato i cuori di un'intera generazione. Nel suo testamento, Garibaldi chiedeva di essere cremato, ma il governo, per esigenze di Chiesa, organizzò una solenne tumulazione sull'isola. Con la sua scomparsa si chiudeva simbolicamente un'epoca, quella eroica e appassionata delle battaglie per l'indipendenza, e l'Italia si trovò così orfana di una della sua figure più amate e carismatiche.
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