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COMPOSITORI

Aneddoto


La riscoperta di un omonimo

Per quasi due secoli, il nome di Francesco Zappa era noto solo a pochi musicologi, finché, nel 1984, un altro musicista, ben più celebre, non lo riportò alla luce in modo del tutto inaspettato. Il chitarrista e compositore americano Frank Zappa, incuriosito dall'omonimia, scoprì la sua musica e decise di dedicargli un intero album, intitolato semplicemente Francesco Zappa. Eseguite al synclavier, le antiche melodie del violoncellista milanese rivissero in una veste moderna e sorprendente, regalando al compositore del Settecento una fama postuma che mai avrebbe potuto immaginare.

Le opere

La produzione di Francesco Zappa, come quella di molti suoi contemporanei, è incentrata principalmente sulla musica da camera, un genere molto apprezzato nei salotti aristocratici in cui si svolgeva la sua attività. Il suo stile si inserisce pienamente nel gusto galante di metà Settecento, caratterizzato da una scrittura elegante, melodie cantabili e un'armonia chiara e lineare. Il nucleo centrale del suo catalogo è costituito dalle Trio sonate, una forma musicale che proprio in quel periodo stava evolvendo verso il più moderno quartetto d'archi. Le sue sei sonate a tre, pubblicate a Londra nel 1765, sono dedicate al Duca di York e rappresentano un ottimo esempio del suo stile raffinato e della sua perfetta padronanza della scrittura per archi.

Oltre alle sonate, Zappa compose anche sinfonie e altre opere strumentali, oggi conservate in diverse biblioteche europee. La sua musica, pur non presentando elementi di particolare innovazione formale, si distingue per la piacevolezza dell'invenzione melodica e per una solida abilità contrappuntistica, che rivelano un compositore di grande mestiere, perfettamente a suo agio nel linguaggio musicale del suo tempo. Le sue opere, destinate a un pubblico colto e raffinato, sono una preziosa testimonianza del gusto e della cultura musicale delle corti europee del tardo Settecento.

Briciole di storia

Scena affollata nel parlatorio del convento di San Zaccaria, animata da figure eleganti e da una luce vibrante.
Il Parlatorio delle monache di San Zaccaria (1745), Olio su tela di Francesco Guardi, Ca' Rezzonico, Venezia.
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