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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente nel cuore del periodo Romantico.

Carolina Pazzini, poi Uccelli dopo il matrimonio, nacque a Firenze nel 1810 in una famiglia borghese. Studiò musica sin da giovanissima e nel 1827 sposò Filippo Uccelli, docente di medicina all’Università di Pisa, che incoraggiò la sua vocazione artistica. Grazie al sostegno del marito, esordì a vent’anni con l’opera sacra Saul, rappresentata al Teatro della Pergola di Firenze nel 1830, con musica e libretto di sua mano, ricevendo l’approvazione di Rossini.

Nel 1832 ottenne la rappresentazione del melodramma Anna di Resburgo al Teatro San Carlo di Napoli, su libretto di Gaetano Rossi. L’opera ebbe un’accoglienza tiepida, poiché penalizzata dalla vicinanza con il trionfo della Lucia di Lammermoor di Donizetti. L’anno successivo, a Milano, fu eseguita l’ouverture della sua opera Eufemio da Messina.

Alla morte del marito nel 1843 si trasferì in Francia, stabilendosi a Parigi con la figlia Giulia, soprano, che studiò con Marco Bordogni. Madre e figlia si esibirono in tournée in Belgio, Paesi Bassi e Svizzera, imponendosi come duo apprezzato nel panorama europeo. Carolina morì a Firenze nel 1858.

Aneddoto


L’approvazione di Rossini

Dopo la prima del Saul a Firenze, Rossini espresse parole di stima per la giovane compositrice, incoraggiandola a proseguire la carriera.

Le opere

Tra le opere di Carolina Uccelli si ricordano:

  • Saul (Firenze, 1830), opera sacra, libretto e musica dell’autrice
  • Anna di Resburgo (Napoli, 1832), melodramma in due atti su libretto di Gaetano Rossi
  • Eufemio da Messina (Milano, 1833), ouverture
  • Sulla morte di Maria Malibran, cantata per coro e orchestra
  • Quattro ariette e due cavatine per voce e tastiera (Milano, 1827)

Briciole di storia


Il martirio di Ciro Menotti

A Modena, il patriota Ciro Menotti organizzò nel un'insurrezione basandosi sulla presunta non ostilità del Duca Francesco IV, che sperava di sfruttare i moti per ingrandire il proprio regno. Ma alla vigilia dell'azione, il 3 febbraio 1831, il Duca lo tradì e fece circondare la sua casa, arrestandolo dopo un breve scontro. La rivolta, però, scoppiò ugualmente il giorno dopo, costringendo il Duca alla fuga e trascinando con sé Menotti come prigioniero. L'insurrezione si estese rapidamente a Parma e alle Legazioni Pontificie, ma fu presto repressa dall'intervento dell'esercito austriaco. Rientrato a Modena, Francesco IV fece impiccare Ciro Menotti, trasformandolo nel primo grande martire della nuova ondata risorgimentale.