La vita
Formatosi nell'ultima fase del Romanticismo, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel periodo del Realismo post-unitario, estendendosi fino al clima del Fin de siècle in cui convivono Verismo e Decadentismo.
Augusto Rotoli nacque a Roma il 26 febbraio 1847. Studiò canto con i migliori maestri della capitale e ben presto si fece notare per la bellezza del timbro e la solidità della tecnica. Dopo i primi successi in Italia, decise di trasferirsi negli Stati Uniti, dove proseguì la carriera concertistica e teatrale.
Oltre all’attività di cantante, Rotoli si dedicò all’insegnamento. Ottenne un incarico di prestigio al Conservatorio di Boston, dove contribuì alla diffusione del canto italiano e alla formazione di una nuova generazione di interpreti. La sua fama di didatta lo rese apprezzato anche in Europa, dove tornava saltuariamente per esibirsi e insegnare.
Rotoli rimase a lungo negli Stati Uniti, diventando un punto di riferimento per il belcanto. Morì a Roma il 3 settembre 1904, lasciando un ricordo vivo sia come interprete sia come maestro.
Aneddoto
L’insegnante d’oltreoceano
Rotoli, trasferitosi a Boston, veniva spesso invitato a raccontare agli allievi le sue esperienze sui palcoscenici italiani ed europei, suscitando grande entusiasmo e curiosità.Le opere
La produzione artistica di Augusto Rotoli fu legata soprattutto all’attività di cantante: interpretò i grandi ruoli del repertorio tenorile italiano ed europeo, distinguendosi per intensità e raffinatezza. Alcuni suoi allievi conservarono esercizi e trascrizioni da lui preparati, che contribuirono alla tradizione didattica del belcanto oltreoceano.
Briciole di storia
Arriva l'imposta sul macinato
Per risanare le disastrate finanze dello Stato, nel 1868 il governo italiano introdusse la "tassa sul macinato", imposta sulla macinazione dei cereali che faceva aumentare il prezzo del pane e della polenta, alimenti base per la sopravvivenza delle classi più povere. Un contatore meccanico veniva applicato alle macine dei mulini per contare i giri e determinare l'imposta da pagare. La tassa, entrata in vigore all'inizio del 1869, fu percepita come un'ingiustizia intollerabile, una "tassa sulla miseria", e scatenò in tutto il Paese un'ondata di violente rivolte popolari, represse più volte nel sangue dall'esercito.
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