La vita
La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco, di cui è stato uno dei massimi maestri nel genere della cantata.
Luigi Rossi nacque a Torremaggiore (Foggia) intorno al 1597. Perduti i registri parrocchiali nel terremoto del 1627, si conoscono i nomi dei fratelli da un suo testamento. Studiò a Napoli sotto la guida di Jean de Macque, maestro fiammingo, e già in gioventù mostrò doti di cantante, organista, cembalista e liutista. Fu considerato un enfant prodige.
Dopo un periodo a Napoli, si trasferì a Roma, dove fu al servizio del principe Marcantonio II Borghese e nel 1627 sposò l’arpista Costanza De Ponte. Nel 1633 divenne organista della chiesa di San Luigi dei Francesi. Frequentò i circoli dei Barberini e collaborò con artisti come Francesco Buti e Giulio Rospigliosi, futuro papa Clemente IX.
Nel 1641 presentò l’oratorio Giuseppe, figlio di Giacobbe, primo grande successo. L’anno seguente mise in scena Il palazzo incantato di Atlante, spettacolo sfarzoso al Palazzo Barberini, accolto da un enorme successo di pubblico. Nel 1646 fu invitato a Parigi da Luigi XIV, dove compose l’opera Orfeo, rappresentata con grande fasto a Parigi nel 1647.
Rientrato in Italia, continuò l’attività compositiva fino alla morte, avvenuta a Roma il 19 febbraio 1653. La sua musica, che spazia dal sacro al profano, lo colloca tra i maggiori autori seicenteschi di oratori e melodrammi.
Aneddoto
L’invito a Parigi
Nel 1646 Rossi fu invitato a Parigi per comporre l’Orfeo, opera che riscosse grande successo e lo pose in contatto diretto con la corte di Luigi XIV, rafforzando il prestigio italiano all’estero.Le opere
Tra le opere principali di Luigi Rossi figurano l’oratorio Giuseppe, figlio di Giacobbe (Roma, 1641), Il palazzo incantato di Atlante (Roma, 1642) e l’opera Orfeo (Parigi, 1647). Compose inoltre numerose cantate, mottetti, messe e musiche strumentali, che rivelano una scrittura raffinata e ricca di espressività.
La sua produzione di cantate da camera è considerata una delle più vaste e importanti del Seicento, apprezzata in tutta Europa per l’eleganza melodica e la forza drammatica.
Briciole di storia
L'amore eterno portato in un feretro
In Persia, Pietro Della Valle si innamorò e sposò nel 1622 una bellissima donna assira di nome Sitti Maani. Il loro fu un amore profondo, ma tragicamente breve, perché la giovane morì durante il viaggio di ritorno verso l'India. Distrutto dal dolore, Pietro si rifiutò di separarsi da lei, fece imbalsamare il corpo della moglie e, per i successivi quattro anni, continuò i suoi viaggi avventurosi attraverso l'Asia portando sempre con sé il feretro dell'amata. Quando finalmente tornò a Roma nel 1626, celebrò un funerale grandioso, degno d'una regina, seppellendo Sitti Maani nella tomba di famiglia nella basilica di Santa Maria in Aracoeli, compiendo così l'ultimo, struggente atto d'amore.
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