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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Romanticismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità nella fase Tardo-Romantica, in un clima culturale che già prelude alle nuove istanze del Realismo.

Lauro Rossi nacque a Macerata il 19 febbraio 1810. Dopo i primi studi musicali si trasferì a Napoli, dove completò la formazione al Conservatorio e si affermò come compositore. Esordì giovanissimo nel 1829 con l’opera Le contesse villane, cui seguirono numerosi altri titoli che lo resero noto nel panorama lirico italiano ed europeo.

La sua carriera si svolse principalmente nel teatro musicale, con opere rappresentate nei maggiori teatri della penisola. Parallelamente coltivò la musica sacra e sinfonica. Nel 1850 fu nominato direttore del Conservatorio di Milano e successivamente di quello di Napoli, dove esercitò un’influenza duratura su generazioni di musicisti.

Il suo stile si caratterizza per la freschezza melodica e la capacità di conciliare tradizione e innovazione. Nel corso della lunga carriera, Rossi seppe adattarsi ai cambiamenti del gusto teatrale, mantenendo un profilo artistico di rilievo. Morì a Cremona il 5 maggio 1885.

Aneddoto


Un conservatorio per due città

Lauro Rossi fu direttore sia del Conservatorio di Milano sia di quello di Napoli, due tra le istituzioni musicali più prestigiose d’Italia, lasciando un segno indelebile in entrambe.

Le opere

Tra le opere di Lauro Rossi si ricordano Le contesse villane (1829), La casa disabitata (1834), Gli amanti sposi (1835), Il domino nero (1849) e Cleopatra (1876). La sua produzione comprende inoltre messe e altre musiche sacre, oltre a lavori orchestrali.

Il teatro fu tuttavia il centro della sua attività: le opere di Rossi furono rappresentate nei principali teatri italiani, consolidandone la fama di compositore capace e versatile.

Briciole di storia


I "pifferi neri"

Nell'anno 1835, il musicista Giuseppe Verdi, allora ventiduenne, ottenne il suo primo incarico importante, diventando maestro di musica del comune di Busseto. Mentre iniziava la sua carriera, a Genova un giovane ufficiale dell'esercito sabaudo, Alessandro La Marmora, studiava un nuovo tipo di soldato. Voleva creare un corpo di fanteria d'élite, specializzato nel tiro di precisione e capace di muoversi a gran velocità. L'anno seguente, nel 1836, questo corpo sarà ufficialmente istituito con il nome di Bersaglieri. Caratterizzati dalla celebre corsa e dal cappello piumato, i Bersaglieri sarebbero diventati uno dei corpi più famosi e amati dell'esercito italiano.