La vita
Formatosi nel pieno del Romanticismo risorgimentale, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario.
Giovanni Gaetano Rossi nacque a Borgo San Donnino (oggi Fidenza) il 5 agosto 1828. Fu avviato alla musica dal padre Marco, organista del Duomo cittadino. Nel 1837 prese lezioni da Giuseppe Verdi e nel 1846 si iscrisse al Conservatorio di Milano, dove studiò con Pietro Ray, A. Angeleri e Felice Frasi, diplomandosi in composizione.
La sua carriera prese avvio nel 1851, quando sostituì Giuseppe Barbacini come maestro concertatore al Teatro Regio di Parma. L’anno successivo fu nominato organista di corte e, dopo la morte di Giuseppe Alinovi, divenne insegnante di canto e composizione alla Regia Scuola di Musica di Parma, di cui fu direttore dal 1864 per dieci anni. Tra i suoi allievi figurano Giovanni Bolzoni, Cleofonte Campanini, Emilio Usiglio e Primo Bandini.
Nel 1869 fu insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Dal 1871 al 1873 fu direttore d’orchestra al Teatro Regio di Parma, dove diresse anche la storica messinscena dell’Aida di Verdi nell’aprile 1872, seconda rappresentazione italiana dopo quella scaligera. Alla morte di Angelo Mariani fu chiamato a Genova a dirigere l’orchestra del Teatro Carlo Felice, incarico che ricoprì fino al 1879.
Morì a Genova il 31 marzo 1886. La moglie fece traslare la salma al Cimitero Monumentale di Milano, mentre un busto marmoreo venne posto nel cortile monumentale del Conservatorio di Parma.
Aneddoto
Una storica Aida
Nel 1872 Rossi diresse a Parma la seconda rappresentazione italiana di Aida, curata dallo stesso Verdi: un evento che rese memorabile la sua direzione e lo consacrò tra i protagonisti della scena musicale emiliana.Le opere
Il catalogo di Rossi comprende opere teatrali, sinfoniche, sacre e cameristiche. Tra le opere liriche si ricordano Elena di Taranto (Parma, 1852), Giovanni Giscala (Parma, 1855; ripresa alla Scala di Milano, 1856), Nicolò de Lapi (Parma, 1866; Ancona), e La contessa d’Altemberg (Borgo San Donnino, 1871; Genova, 1875). Compose inoltre l’oratorio Le sette parole del Redentore in Croce (Genova, 1874) e numerose sinfonie, tra cui Saul (1867, premiata al concorso della Società del Quartetto di Milano), la Sinfonia drammatica in Mi (1868), una Sinfonia in la maggiore e la Sinfonia a grand’orchestra (1880).
Scrisse anche musica vocale, come l’Ave Maria per soprano e pianoforte (ed. Ricordi), l’Inno a Giuseppe Garibaldi (Parma, 1862), il madrigale Quanto di me più fortunate siete (1867, menzione al concorso di Milano), e vari cori su testi di Arrigo Boito e Felice Cavallotti, tra cui La vergine di Sunam (Milano, 1884).
Briciole di storia
La gloriosa fine della Repubblica Romana
Dopo la fuga del Papa, il 9 febbraio 1849 venne proclamata a Roma la Repubblica Romana, esperimento di democrazia avanzatissima guidato da un triumvirato con a capo Giuseppe Mazzini. La Repubblica promulgò una costituzione che prevedeva il suffragio universale maschile, l'abolizione della pena di morte e la libertà di culto. Ma le potenze cattoliche europee, in particolare la Francia di Luigi Napoleone Bonaparte, inviarono un esercito per restaurare il potere del Papa. La difesa della città fu guidata da Giuseppe Garibaldi, che con i suoi volontari si coprì di gloria in battaglie memorabili come quella del Gianicolo. Dopo un mese di assedio, la Repubblica, schiacciata da forze soverchianti, fu costretta a capitolare il 4 luglio. Sebbene sconfitta, divenne il simbolo più luminoso e potente del Risorgimento democratico.
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