Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Romanticismo risorgimentale, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel clima di fine secolo, un'epoca di transizione in cui convivono le istanze del Realismo e la nuova e più complessa sensibilità del Decadentismo.

Pollione Ronzi nacque nel 1832 o 1833. La sua carriera di tenore lo portò a calcare i palcoscenici dei più importanti teatri d’opera italiani, tra cui il Teatro alla Scala di Milano. Nel 1867 cantò a Livorno ne La contessa d’Amalfi di Errico Petrella e nel 1871 interpretò Rodrigo nell’Otello di Rossini al Teatro Regio di Torino. Nel 1874 assunse la direzione del Teatro Manzoni di Milano e due anni dopo, a Londra, partecipò alla stagione concertistica della Royal Philharmonic Society, esibendosi accanto a Ida Corani con Clara Schumann al pianoforte.

Come compositore, Ronzi debuttò con l’opera Gastone di Anverse, rappresentata al Teatro della Pergola di Firenze nel 1853. Seguì Buon Gusto, eseguita al Teatro di San Carlo di Napoli nel 1854, e più tardi Dea, presentata alla Wiener Staatsoper il 4 agosto 1894. Queste opere dimostrano la sua versatilità e la capacità di confrontarsi con pubblici diversi, dal teatro fiorentino a quello napoletano e viennese.

All’inizio del Novecento si dedicò all’insegnamento del canto a Napoli e Milano. Tra i suoi allievi si annoverano il soprano Isa Kremer e il tenore Franco De Gregorio. Morì a Milano nel settembre 1915, lasciando il ricordo di un artista completo, capace di coniugare la carriera di interprete con quella di compositore e didatta.

Aneddoto


Clara Schumann al suo fianco

Nel 1876, a Londra, Pollione Ronzi ebbe l’onore di esibirsi in recital con il soprano Ida Corani, accompagnati al pianoforte da Clara Schumann, evento che rimase memorabile nella sua carriera.

Le opere

Tra le opere di Pollione Ronzi figurano Gastone di Anverse (Firenze, Teatro della Pergola, 1853), Buon Gusto (Napoli, Teatro di San Carlo, 1854) e Dea (Vienna, Wiener Staatsoper, 1894). Oltre a queste, compose altre musiche vocali e orchestrali, alcune delle quali rimaste manoscritte.

Il suo repertorio come cantante comprendeva ruoli nelle opere di Rossini, Petrella e altri autori, che gli garantirono una lunga carriera sui palcoscenici italiani e stranieri.

Briciole di storia

Icona del Romanticismo italiano, questo bacio appassionato simboleggia l'amore per la patria nell'epoca risorgimentale.
Il Bacio (1859), Olio su tela di Francesco Hayez, Pinacoteca di Brera, Milano.
Pubblico dominio (Commons)