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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente nel cuore del periodo Romantico.

Domenico Ronzani nacque a Trieste nel 1804. Debuttò come ballerino nei teatri del Nord Italia, imponendosi rapidamente come interprete di spicco alla Scala di Milano e al Teatro Regio di Torino. Fu apprezzato per l’energia e la presenza scenica, collaborando anche con celebri étoile come Fanny Elssler.

Dal 1849 iniziò a dedicarsi anche alla coreografia, curando l’allestimento della Giselle di Adolphe Adam. La sua attività di coreografo lo portò a ideare balletti che coniugavano eleganza e narrazione, presentati con successo nei principali teatri italiani.

Compose e mise in scena diversi balletti, tra cui La zingara (Bologna, 1845), La rivolta delle donne nel serraglio (Bologna, 1845), Zelia ossia Il velo magico (Venezia, 1850), Salvator Rosa o Il carnevale di Roma (Torino, 1854), L’alchimista (Torino, 1855) e Ugolino della Gherardesca (Torino, 1856). Questi titoli dimostrano la sua versatilità e il suo legame con la tradizione teatrale italiana.

Negli ultimi anni tentò la carriera di impresario teatrale e si trasferì negli Stati Uniti, dove tuttavia non riuscì a ottenere il successo sperato. Morì a New York nel 1868, lasciando la memoria di un artista eclettico, capace di spaziare dal ballo alla coreografia e alla composizione.

Aneddoto


Un sodalizio con Fanny Elssler

Ronzani collaborò più volte con la celebre ballerina Fanny Elssler, con la quale condivise trionfi sulle scene italiane: la loro intesa artistica fu molto apprezzata dal pubblico.

Le opere

Domenico Ronzani compose diversi balletti, tra cui La zingara (Bologna, 1845), La rivolta delle donne nel serraglio (Bologna, 1845), Zelia ossia Il velo magico (Venezia, 1850), Salvator Rosa o Il carnevale di Roma (Torino, 1854), L’alchimista (Torino, 1855) e Ugolino della Gherardesca (Torino, 1856). Le sue opere, caratterizzate da ricchezza scenica e gusto narrativo, furono parte integrante della stagione coreutica italiana dell’Ottocento.

Briciole di storia

Ritratto romantico intimo, con incarnati perlacei, toni soffusi e sguardo partecipe.
Ritratto di Carolina Zucchi (La malata) (1825), Olio su tela di Francesco Hayez, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.
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