La vita
Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca pienamente nella prima fase del Barocco.
Raffaello Rontani nacque probabilmente a Firenze, anche se non si conosce la data precisa. La prima testimonianza della sua attività risale al 1610, anno in cui pubblicò a Firenze la raccolta Gl’affettuosi. Il primo libro de madrigali a tre voci, dedicata a Filippo di Averardo Salviati. Frequentò la cerchia di Antonio de’ Medici, figlio del granduca Francesco I, a cui dedicò la raccolta Le varie musiche a una due e tre voci (1614).
Dal 1616 si trasferì a Roma, dove ricoprì il prestigioso incarico di maestro di cappella a San Giovanni dei Fiorentini, posizione che mantenne fino alla morte. Qui svolse anche il ruolo di capo del concerto del duca Alessandro Sforza, dedicandogli nel 1618 il Libro secondo delle varie musiche.
Rontani fu autore prolifico di musica vocale da camera, con sei libri di arie per una o due voci e basso continuo, spesso corredati dall’intavolatura per chitarra spagnola. Queste raccolte, che comprendono quasi cento brani, ebbero grande fortuna editoriale e furono ristampate più volte anche dopo la sua morte.
Morì a Roma nel 1622. La sua produzione, che includeva anche madrigali e composizioni sacre, mostra uno stile vicino a quello dei compositori romani del tempo, caratterizzato da una predilezione per l’arietta strofica e per un’espressività immediata.
Aneddoto
La voce della chitarra spagnola
Alcune delle sue arie furono pubblicate con intavolatura per chitarra spagnola: un dettaglio che ne favorì la diffusione nei salotti romani, dove lo strumento era di gran moda.Le opere
Tra le opere di Rontani figurano: Gl’affettuosi (Firenze, 1610), Le varie musiche in sei libri (1614–1621), contenenti arie e madrigali a una o due voci con basso continuo, e altre raccolte di madrigali a cinque voci oggi perdute.
Le sue composizioni furono apprezzate e circolarono anche in antologie collettive, come il Giardino musicale (Roma, 1621), che ospitava arie di diversi autori. Questa fortuna editoriale conferma il rilievo che Rontani ebbe nel panorama romano della musica vocale del primo Seicento.