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COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.

Riccardo Rognoni nacque intorno al 1550 nella Val Taleggio, in provincia di Bergamo. Si trasferì in giovane età a Milano, dove si stabilì e intraprese una carriera musicale di grande rilievo. Fu violinista, compositore e teorico, considerato il fondatore della celebre scuola violinistica milanese che avrebbe dato origine a una vera dinastia di musicisti.

Fu noto soprattutto per la sua arte di improvvisare diminuzioni, cioè variazioni ornamentali su linee melodiche esistenti, tecnica che padroneggiava con virtuosismo e che insegnò agli allievi, lasciando un segno profondo nella prassi esecutiva del tempo. La sua opera più celebre è il trattato Passaggi per potersi esercitare nel diminuire, pubblicato a Venezia nel 1592, in cui offriva esempi pratici di abbellimenti per ogni sorta di strumento e per la voce.

Stabilitosi a Milano, divenne punto di riferimento per molti musicisti lombardi e stranieri, che guardavano al suo stile come modello. La sua fama era tale che i figli Francesco e Giovanni Domenico seguirono le sue orme, dando continuità alla tradizione familiare.

Morì a Milano prima del 20 aprile 1620. La sua figura è oggi ricordata come quella di un pioniere della tecnica violinistica e dell’arte dell’ornamentazione, tra i più significativi teorici e pratici della musica strumentale di fine Cinquecento.

Aneddoto


Virtuosismi sorprendenti

Durante le esecuzioni, Rognoni amava sorprendere il pubblico inventando al momento passaggi arditi e ornamenti imprevedibili, dimostrando una fantasia inesauribile che divenne leggendaria tra i contemporanei.

Le opere

L’opera principale di Riccardo Rognoni è il trattato Passaggi per potersi esercitare nel diminuire terminatamente con ogni sorte d’instrumento et anco diversi passaggi per la semplice voce humana (1592). Questo lavoro rappresenta una pietra miliare per lo studio delle diminuzioni e rimase un testo di riferimento per secoli.

Oltre al trattato, pubblicò diminuzioni su madrigali e mottetti di celebri autori, fornendo repertori di grande utilità didattica e concertistica. La sua produzione, non vastissima ma estremamente influente, contribuì a plasmare lo stile della musica strumentale italiana a cavallo tra XVI e XVII secolo.

Briciole di storia


Promozioni

Dopo oltre trent'anni di governo, Cosimo I de' Medici non era più un semplice Duca di Firenze, ma il signore di quasi tutta la Toscana. Ambiva perciò a un titolo superiore, che lo mettesse al pari degli altri sovrani europei. L'occasione arrivò quando Papa Pio V, per ricompensarlo del suo zelo nella lotta contro l'eresia, decise di concedergli il titolo di Granduca di Toscana. La cerimonia di incoronazione, svoltasi a Roma, fu sfarzosissima, ma l'atto del Papa fu un vero e proprio affronto all'Imperatore Massimiliano II, l'unico che, secondo il diritto dell'epoca, poteva conferire un titolo di tale importanza. Nonostante le proteste delle altre corti, Cosimo ottenne la sua corona, elevando definitivamente la famiglia Medici al rango di dinastia reale europea.

Colosso scenografico di architetture palladiane, folla variopinta, banchetto in pompa magna.
Convito in casa di Levi (1575), Olio su tela di Paolo Veronese, Gallerie dell’Accademia, Venezia.
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