La vita
Formatosi nel pieno del Romanticismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario.
Giulio Roberti nacque a Barge nel 1823. Studiò musica con Lauro Rossi e debuttò come compositore nel 1849 con l’opera Piero de’ Medici, rappresentata a Torino. Poco dopo si trasferì a Parigi, dove visse fino al 1858, entrando in contatto con l’ambiente culturale internazionale.
Il suo secondo lavoro teatrale fu Petrarca, che però non ottenne il successo sperato, soprattutto a causa del libretto. Nonostante le difficoltà, Roberti continuò la sua carriera musicale dividendosi tra Parigi, Londra e Firenze. Nella città toscana fondò una scuola di canto gratuita, contribuendo alla diffusione dell’insegnamento musicale nelle scuole pubbliche.
Oltre all’attività compositiva, scrisse una Messa a quattro voci, vari cori e brani religiosi, nonché melodie vocali da camera. Si affermò anche come critico musicale, collaborando con la Gazzetta d’Italia di Firenze, dove le sue recensioni erano seguite e discusse.
Morì a Torino nel 1891. In segno di riconoscimento, la scuola musicale della sua città natale prese il nome di Istituto Musicale Giulio Roberti, perpetuandone la memoria e l’impegno nella didattica.
Aneddoto
Una scuola per tutti
A Firenze Roberti fondò una scuola di canto gratuita, gesto che lo rese popolare e amato, poiché permise anche ai meno abbienti di avvicinarsi alla musica.Le opere
Tra le opere teatrali di Giulio Roberti si ricordano Piero de’ Medici (Torino, 1849) e Petrarca alla Corte d’Amore (Torino, 1859). Sebbene non abbiano avuto ampia fortuna, rivelano l’impegno del compositore nel teatro lirico.
Compose inoltre una Messa a quattro voci, cori, inni e melodie vocali, oltre a saggi di teoria e critica musicale. Tra i più noti si annoverano La musica italiana nel Settecento secondo le impressioni dei viaggiatori stranieri (1900), Pagina in buona fede sulla musica (1876), Corso elementare di musica vocale e Armonia vocale. Questi scritti dimostrano la sua attenzione sia alla storia sia alla pedagogia musicale.
La sua produzione, benché limitata, unisce la pratica compositiva all’attività di studioso e divulgatore, confermando la poliedricità della sua figura.
Briciole di storia
Il "Papa liberale"
Il 16 giugno 1846, dopo la morte del reazionario Gregorio XVI, venne eletto Papa il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti, che prese il nome di Pio IX. La sua elezione fu una sorpresa e le sue prime mosse suscitarono un'ondata di entusiasmo in tutta Italia. Appena un mese dopo, concesse un'ampia amnistia per i prigionieri politici, un atto che sembrava confermare la sua fama di liberale. Figure come Gioberti, che sognavano un'Italia unita sotto la guida di un papato riformatore, videro in lui l'uomo della Provvidenza, e, per quasi due anni, il grido "Viva Pio IX!" risuonò in tutte le piazze unendo patrioti e fedeli in una speranza di libertà, che naufragò tragicamente con gli eventi del 1848.
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