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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente nella prima e più innovativa fase del Barocco.

Giovanni Antonio Rigatti nacque a Venezia nel 1613 e si formò nella cantoria delle voci bianche della Basilica di San Marco, entrando così in contatto con l’ambiente musicale più prestigioso della città. Proseguì poi gli studi in uno dei conservatori veneziani, mentre parallelamente intraprendeva il percorso ecclesiastico che lo avrebbe portato al sacerdozio.

Dal 1635 al 1637 fu maestro di cappella nella cattedrale di Udine, distinguendosi per la qualità delle sue composizioni liturgiche. Tornato a Venezia, nel 1639 ottenne l’incarico di maestro d’organo e di musica alle figliole presso l’Ospedale dei Mendicanti, una delle istituzioni musicali più importanti della città, e insegnò anche all’Ospedale degli Incurabili, dove annoverò tra gli allievi Francesco Lucio.

Nel 1642 divenne maestro di cappella del patriarca Gianfrancesco Morosini, che nel 1645, salito alla dignità patriarcale di Venezia, lo nominò canonico della Basilica di San Marco, riconoscendone il talento e l’importanza nella vita musicale della Serenissima.

Rigatti fu autore di nove volumi di musica sacra, tra cui cinque raccolte di mottetti e quattro di salmi con tre messe. Compose inoltre due libri di musica profana, comprendenti madrigali e monodie in stile concertato. La sua produzione rivela uno stile ricco e fantasioso, vicino per qualità alla contemporanea Selva morale e spirituale di Claudio Monteverdi.

Morì prematuramente a Venezia il 24 ottobre 1648, a soli 35 anni, lasciando un patrimonio musicale di grande valore, che testimonia l’alto livello raggiunto dalla scuola veneziana del Seicento.

Aneddoto


Maestro tra le figliole

All’Ospedale dei Mendicanti, Rigatti insegnava musica alle giovani orfane, che divennero celebri per le loro esecuzioni raffinate, attirando a Venezia viaggiatori da tutta Europa desiderosi di ascoltarle.

Le opere

La produzione di Giovanni Antonio Rigatti è vasta e articolata. Tra le opere sacre spiccano le raccolte di Mottetti a voce sola e concertati e le Messe e Salmi dedicate all’imperatore Ferdinando III (1640), considerate tra le sue realizzazioni più alte.

Compose inoltre due libri di madrigali e monodie profane, in cui sperimentò lo stile concertato con sensibilità moderna, mostrando padronanza della scrittura vocale e attenzione agli affetti poetici.

Le sue opere furono apprezzate e diffuse anche fuori dall’Italia, confermandolo come uno dei principali protagonisti della musica veneziana della prima metà del Seicento, erede della lezione di Monteverdi e interprete originale della spiritualità del tempo.

Briciole di storia

L'Arcangelo Michele, icona del Barocco classico, è raffigurato mentre sconfigge Satana.
San Michele Arcangelo (1636), Olio su tela di Guido Reni, Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, Roma.
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