La vita
Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca pienamente nella prima fase del Barocco.
Giovanni Battista Riccio, noto anche come Giambattista, nacque probabilmente a Venezia alla fine del XVI secolo. Le prime notizie lo riguardano nel 1609, quando fu nominato organista alla Scuola di San Giovanni Evangelista di Venezia, preferito al concorrente Gabriel Sponga, nipote del celebre Francesco Usper.
Fu attivo come organista e con ogni probabilità anche come violinista, immerso nell’ambiente musicale veneziano in cui operavano compositori come Alessandro Grandi, Giovanni Battista Grillo e Giovanni Picchi, con i quali ebbe contatti e collaborazioni.
Riccio pubblicò tre raccolte di musiche vocali e strumentali: il Primo libro delle Divine Lodi (1612, ristampa), il Secondo libro delle Divine Lodi (1614) e il Terzo libro delle Divine Lodi (1620 e 1621). In queste opere diede ampio spazio agli strumenti, in particolare al flauto dolce, poco usato a Venezia in quel periodo, e introdusse effetti innovativi come il tremolo, presente nella celebre canzona La Grimantea con il tremolo.
Le sue composizioni comprendono mottetti, canzoni e brani sacri e strumentali di notevole originalità, che mostrano un linguaggio attento alla sperimentazione timbrica e all’interazione tra le voci e gli strumenti. Alcuni suoi brani citano esplicitamente modelli di Giovanni Gabrieli, dimostrando la continuità con la grande tradizione policorale veneziana.
Dopo il 1621 non si hanno più notizie della sua vita, ma le sue opere testimoniano il ruolo pionieristico avuto nello sviluppo della musica strumentale veneziana del primo Seicento.
Aneddoto
Flautini in primo piano
Riccio fu tra i primi a dare al flauto dolce un ruolo di protagonista nelle sue composizioni, sorprendendo i contemporanei che non erano abituati a sentirlo come strumento principale in brani complessi.Le opere
Le opere principali di Riccio sono i tre libri delle Divine Lodi, pubblicati a Venezia: il Primo libro (1612, ristampa), il Secondo libro (1614) e il Terzo libro (1620–1621). Questi volumi raccolgono brani vocali e strumentali di grande varietà, comprendenti mottetti, canzoni e pezzi sacri.
Il Terzo libro delle Divine Lodi è il più noto e comprende quarantotto composizioni, tra cui dodici strumentali. La canzona La Grimantea con il tremolo, per flauto dolce e fagotto, è considerata una delle prime testimonianze dell’uso del tremolo strumentale.
Alcuni studiosi ipotizzano che abbia contribuito anche ad altre raccolte dell’epoca, come gli Otto ordini di litanie di Valerio Bona (1619), in cui compare una canzona attribuita forse a lui.
Il suo catalogo, sebbene non vastissimo, lo pone come figura di rilievo nella storia della musica veneziana, capace di innovare e sperimentare con audacia.