La vita
Formatosi pienamente nello stile del Barocco maturo, la sua carriera si svolge in un'epoca di transizione, raggiungendo la maturità nella fase Tardo Barocca che vede l'affermarsi dei nuovi ideali razionalisti dell'Arcadia.
Donato Ricchezza nacque a Matera il 17 giugno 1651 e fu battezzato il giorno successivo nella parrocchia di San Pietro Caveoso. Nel 1663 ricevette la tonsura clericale e proseguì gli studi ecclesiastici ad Acerra, ottenendo gli ordini minori tra il 1664 e il 1666. Ordinato suddiacono a Matera nel 1672, divenne sacerdote tra il 1674 e il 1675.
Parallelamente agli studi religiosi, frequentò il Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli dal 1666 al 1673, sotto la guida di Francesco Provenzale. La sua formazione lo portò a unire solide basi musicali con la vocazione sacerdotale.
Dal 1675 iniziò la carriera come aiuto-maestro di violino di Carolo Antonio Di Vincenzo presso il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, e nello stesso periodo entrò come violinista soprannumerario nella Cappella Reale, incarico mantenuto fino al 1689.
Nel 1680–1681 fu nominato organista e in seguito maestro di cappella della chiesa dei Girolamini a Napoli, dove rimase in carica fino al 1716. Qui diede prova delle sue capacità componendo oratori, messe, salmi e altre musiche liturgiche, molte delle quali si conservano manoscritte nella Biblioteca dei Girolamini.
Fu membro attivo della Congregazione dei Musici presso San Giorgio Maggiore, di cui divenne Priore nel 1683 e governatore nel 1686. Ebbe inoltre incarichi presso la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, consolidando la sua influenza sulla vita musicale napoletana.
Colpito da un ictus nel 1716, si ritirò progressivamente dagli incarichi musicali, vivendo grazie al sostegno della Congregazione dei Musici. Morì a Napoli il 2 marzo 1731, assistito dai confratelli della Congregazione di Santa Maria della Pace.
Aneddoto
Una chiesa gremita
Durante le celebrazioni solenni ai Girolamini, la musica di Ricchezza era tanto apprezzata che la chiesa si riempiva molto prima dell’inizio, con fedeli desiderosi di ascoltare le sue composizioni.Le opere
Il catalogo delle opere di Donato Ricchezza è ampio e comprende numerosi generi della musica sacra. Tra le antifone figurano O clavis David, O Emmanuel, O radix Iesse, O rex gentium e O sapientia, tutte a quattro voci con basso continuo.
Compose dialoghi e cantate, tra cui Domine, Domine hic fame pereo, Il cigno di Polonia, Mondo fallace, O regina delle stelle, Pippo buono e il dialogo Per la nascita di san Giovanni Battista (1690). Non mancano brani di intensa spiritualità come Piangete, occhi, piangete e Quando mio, o Gesù, le tue ferite.
Scrisse numerose canzoni spirituali, tra cui Al penoso Calvario, Cessate, ohmai cessate e Esangue il mio Gesù, accanto a inni come Tibi Christe splendor e introiti come Nos autem gloriari oportet. Particolarmente apprezzate furono le sue Lamentazioni per la Settimana Santa, ricche di espressività e pathos, composte per voci soliste e basso continuo.
La sua produzione si estende a messe, mottetti, responsori, salmi e sequenze, testimonianza della versatilità e della fecondità creativa di un compositore che seppe dare voce alla religiosità del suo tempo e consolidare il ruolo della musica sacra nella Napoli del XVII e XVIII secolo.
Briciole di storia
della medicina
Ossa a strati
Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.
Pubblico dominio (Commons)