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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo Barocco.

Sisto Reina nacque a Saronno nel 1623 da Aloysio Reina e Sofonisba Pifferetta. Secondogenito di tre fratelli, intraprese la vita religiosa entrando nell’Ordine dei frati minori conventuali nel 1641, assumendo il nome Sisto in onore di papa Sisto V. Fin dagli inizi si dedicò alla musica, ricoprendo incarichi come organista e maestro di cappella.

Fu attivo a Saronno, dove insegnò a giovani cantori e compose i suoi primi lavori, tra cui il mottetto Currite Virgines (1643), incluso nella raccolta Novelli Fiori Ecclesiastici stampata nel 1648 e dedicata alla Madonna dei Miracoli di Saronno. Le sue prime pubblicazioni segnarono l’inizio di una carriera di rilievo nel panorama sacro lombardo.

Negli anni successivi pubblicò numerose raccolte di mottetti e salmi, come i Sacri Concentus Musici, le Armonicae Cantiones e l’Armonia Ecclesiastica, lavori che testimoniano una scrittura ricca di contrappunto, di melismi e di raffinate soluzioni espressive. Tra i suoi brani più noti si ricordano i mottetti Gaude, felix Padua, Gaudeant astantes, O quam chara festivitas e Salve salutaris hostia.

Dopo il 1659 si trasferì prima a Bologna, poi a Piacenza e infine a Modena, dove lavorò come organista e maestro di cappella nelle principali chiese. Qui pubblicò le ultime opere, tra cui La Pace de Numeri (1662) e La Danza delle Voci (1664). Dopo quest’ultima data se ne perdono le tracce, ed è probabile che sia morto a Modena poco dopo.

L’eredità di Sisto Reina consiste in nove opere a stampa, diffuse in biblioteche e archivi di tutta Europa. Le sue composizioni, caratterizzate da grande varietà di organici e forme, mostrano l’alto livello della musica sacra lombarda del Seicento e testimoniano i rapporti con committenze religiose e nobiliari.

Aneddoto


Un frate tra le monache musiciste

A Milano, Sisto Reina ebbe rapporti con conventi femminili, dove trovò cantatrici e strumentiste di eccezionale bravura; le sue dediche alle “abilissime” e “virtuosissime” suore testimoniano un ambiente musicale vivace e sorprendente.

Le opere

La produzione di Sisto Reina comprende nove opere a stampa, tra cui spiccano i Novelli Fiori Ecclesiastici (1648), i Sacri Concentus Musici (1649), le Armonicae Cantiones (1650 circa), l’Armonia Ecclesiastica (1653), la Fiorita corona di melodia celeste (1660), La Pace de Numeri (1662) e La Danza delle Voci (1664).

Le sue composizioni spaziano dai mottetti alle litanie, dai vespri ai salmi, e mostrano un uso ricco e articolato delle voci, con frequenti passaggi virtuosistici e dialoghi simbolici tra angeli, uomini e figure allegoriche. La varietà di organici, dal duetto alla policoralità a otto voci, dimostra la versatilità e la fantasia del compositore.

La diffusione delle sue opere in biblioteche e archivi europei conferma la risonanza della sua musica, che contribuì a consolidare la tradizione sacra lombarda e padana nel XVII secolo.

Briciole di storia

Strumenti, partiture e oggetti preziosi in equilibrio sopra un tavolo.
Natura morta con strumenti musicali, libri e scultura (1650), Olio su tela di Evaristo Baschenis, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.
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