La vita
Formatosi nel cuore del Settecento, in un contesto in cui convivono l'eleganza del Rococò e lo spirito critico dell'Illuminismo, la sua maturità artistica di celebre cantante e compositore si esprime compiutamente nel nuovo gusto del Neoclassicismo.
Venanzio Rauzzini nacque a Camerino il 18 dicembre 1746. Studiò canto a Roma con Giuseppe Santarelli e si affermò sin da giovane come cantante di straordinario talento, dotato di voce limpida e tecnica impeccabile.
Nel 1764 debuttò al Teatro Valle di Roma in ruoli femminili come Arminda ne Gli stravaganti e Rosina ne Il perruchiere di Niccolò Piccinni. Negli anni seguenti interpretò parti di grande impegno in opere di Piccinni, Sacchini e Guglielmi, imponendosi come uno dei castrati più celebri della sua generazione.
La sua carriera toccò un vertice nel 1772, quando Mozart lo scelse per interpretare Cecilio nella prima milanese di Lucio Silla e scrisse appositamente per lui il mottetto Exsultate, jubilate, eseguito nel 1773. Questi episodi consacrarono Rauzzini come interprete di riferimento nel repertorio mozartiano.
Dopo aver lavorato a lungo in Italia e a Londra, si stabilì definitivamente a Bath, in Inghilterra, dove continuò a esibirsi, a comporre e a insegnare canto, influenzando intere generazioni di cantanti britannici. La sua casa divenne un centro di incontri musicali e culturali molto frequentato.
Compose alcune opere liriche, tra cui Piramo e Tisbe (Londra, 1775), e altre dedicate a soggetti mitologici e pastorali, oltre a sonate per violino e clavicembalo. Fu anche autore di cantate e mottetti che rivelano la sua sensibilità melodica e la raffinatezza stilistica.
Morì a Bath l’8 aprile 1810, lasciando una fama duratura come cantante carismatico e compositore elegante. La sua figura è ricordata soprattutto per l’apporto al repertorio vocale e per il legame con Mozart.
Aneddoto
L’amicizia con Mozart
Mozart, che ammirava profondamente la voce e l’arte di Rauzzini, gli dedicò il mottetto Exsultate, jubilate, scritto espressamente per lui durante il soggiorno a Milano nel 1772–1773.Le opere
Venanzio Rauzzini compose numerose opere teatrali, sonate strumentali e brani vocali. La sua prima opera importante fu Piramo e Tisbe, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, rappresentata a Londra nel 1775 con buon successo.
Tra gli altri lavori figurano L’ali d’amore (1776), L’eroe cinese (1782), Creusa in Delfo (1783), Alina ossia La regina di Golconda (1784) e La vestale (1787), opere che confermano la sua versatilità e l’abilità nel trattare diversi generi.
Scrisse inoltre sonate per violino e clavicembalo, oggi poco eseguite ma testimonianza della sua competenza strumentale, e numerosi mottetti e cantate che arricchiscono il repertorio vocale sacro e profano.
Il lascito di Venanzio Rauzzini è legato in particolare alla sua attività di insegnante e interprete, che lo rese figura chiave nella trasmissione della tradizione vocale italiana in Inghilterra.
Briciole di storia
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