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COMPOSITORI


La vita

Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca pienamente nella prima fase del Barocco.

Enrico Radesca nacque a Foggia nella seconda metà del XVI secolo. Poco si conosce dei suoi primi anni di formazione, ma è certo che sviluppò solide competenze musicali che lo portarono a intraprendere una carriera di grande rilievo.

Dal 1597 al 1615 fu organista presso la Cattedrale di Torino, dove la sua abilità gli valse nel tempo la nomina a direttore del coro. Questa posizione lo introdusse nella vita musicale della corte sabauda, in un momento di particolare splendore e crescita culturale.

Radesca fu musicista alla corte dei Savoia: inizialmente al servizio di don Amedeo, figlio illegittimo di Carlo Emanuele I, e successivamente come maestro di cappella di corte. In questo ruolo ebbe la responsabilità di dirigere la musica liturgica e cerimoniale, incidendo profondamente sulla cultura musicale torinese.

Compose sia musica sacra sia profana. Tra le opere sacre figurano una Messa con mottetti a 8 voci e basso continuo, purtroppo perduta, e il volume Messe et motetti a 8 voci con b.c., libro primo, op. XI (Venezia, 1620), comprendente due messe e dodici mottetti. Parallelamente, tra il 1605 e il 1610 diede alle stampe quattro libri di Canzonette, madrigali et arie alla romana a due voci, pensati per voce e accompagnamento di chitarrone o spinetta.

Le sue pubblicazioni ottennero buona accoglienza e furono arricchite da un sonetto di elogio scritto dal bresciano Domizio Bombarda, che riconosceva in lui la capacità di trasformare i dolori in gioia attraverso la musica e di infondere vita anche alle pietre con la forza del canto.

La sua attività, protrattasi fino alla morte avvenuta a Torino nel 1625, ne fa una figura di primo piano della musica italiana del tempo, ponte tra tradizione polifonica e nuove forme di espressione vocale e strumentale.

Aneddoto


Un sonetto di lode

Nel volume del 1620 comparve un sonetto celebrativo di Domizio Bombarda, che definiva Radesca capace di animare le pietre con la sua musica, a testimonianza della stima che godeva tra i contemporanei.

Le opere

L’attività compositiva di Enrico Radesca fu ampia e diversificata. La sua produzione sacra annovera messe e mottetti che testimoniano la sua abilità contrappuntistica e la sensibilità nell’uso delle voci. Di particolare rilievo il volume Messe et motetti a 8 voci con b.c., libro primo, op. XI, pubblicato a Venezia nel 1620, che include due messe complete e dodici mottetti, esempio significativo del repertorio liturgico del periodo.

Accanto alla musica sacra, Radesca si cimentò anche con il repertorio profano, pubblicando tra il 1605 e il 1610 quattro libri di Canzonette, madrigali et arie alla romana a due voci. Queste raccolte, apprezzate per freschezza e inventiva, contribuirono a diffondere modelli stilistici che univano semplicità melodica e raffinatezza formale.

Le sue opere, pubblicate a Milano e Venezia, circolarono ampiamente e furono eseguite in diversi contesti, contribuendo a diffonderne la fama. Sebbene parte della sua produzione sia andata perduta, quanto rimane consente di cogliere la statura di un autore capace di unire tradizione e innovazione.

Briciole di storia