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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nella fase di transizione tra il Tardo Barocco e la nascente Arcadia, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel nuovo stile arcadico, di cui è un importante esponente.

Antonio Quintavalle nacque a Roma intorno al 1665. La sua formazione avvenne nell’ambiente musicale romano, che in quel periodo era tra i più vivaci in Italia grazie alla protezione di cardinali e mecenati. Fu attivo dapprima come organista e compositore di musica sacra, ma ben presto si avvicinò anche al teatro musicale, genere che stava vivendo una stagione di grande successo.

Nel 1688 presentò a Roma il dramma sacro Iefte, che ebbe ampia diffusione. La sua carriera lo portò quindi a Trento, dove prestò servizio come maestro di cappella, e successivamente a Mantova, alla corte dei Gonzaga, dove fu primo organista. Qui consolidò la sua fama e ricevette commissioni per oratori e cantate, partecipando attivamente alla vita culturale della città.

Le sue opere si collocano a cavallo tra XVII e XVIII secolo, in un momento di transizione che vedeva l’evoluzione dell’oratorio e della cantata verso forme più moderne e drammatiche. Morì probabilmente a Mantova dopo il 1720, lasciando un’eredità significativa nel campo della musica sacra e teatrale.

Aneddoto


Una Partenope a Mantova

Tra i lavori di Quintavalle spicca il dramma Partenope, messo in scena a Mantova, che suscitò grande entusiasmo a corte e rafforzò i suoi legami con i Gonzaga.

Le opere

Quintavalle compose diversi drammi per musica, oratori e cantate. Tra le opere ricordate figurano Iefte (Roma, 1688), che segnò il suo debutto importante, e Partenope, rappresentata a Mantova presso la corte ducale. Scrisse inoltre cantate per voce sola e basso continuo, destinate ai circoli aristocratici e a occasioni festive.

La sua produzione sacra comprende messe, mottetti e oratori, che mostrano un linguaggio ricco e drammatico, vicino al gusto romano di fine Seicento. Le edizioni delle sue opere furono stampate e circolarono in diverse città, contribuendo alla sua notorietà. Oggi i suoi lavori sono considerati una testimonianza preziosa della musica italiana tra XVII e XVIII secolo.

Briciole di storia

della medicina

Ossa a strati

Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.

Capolavoro assoluto dell'illusionismo barocco, questo vertiginoso affresco sfonda la volta della chiesa per mostrare la gloria di Sant'Ignazio in cielo.
Trionfo (o Apoteosi) di Sant'Ignazio (1691), affresco di Andrea Pozzo, Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Roma.
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