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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nella prima fase del Romanticismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nella fase Tardo-Romantica, in un clima culturale che già prelude alle nuove istanze del Realismo.

Massimiliano Quilici nacque a Lucca il 3 aprile 1799, probabilmente discendente dei musicisti Biagio e Domenico Quilici. Si formò in un ambiente musicale vivace, che beneficiava delle tradizioni cittadine e dei rapporti con Firenze. Divenne maestro di cappella del Duca di Lucca e professore di canto, accompagnamento e teoria musicale presso la scuola di grammatica musicale della città.

Fu anche docente privato della duchessa Maria Luisa di Borbone, dimostrando il prestigio raggiunto nel contesto lucchese. Nel 1861 fondò una Società del Quartetto sul modello di quella fiorentina, con l’obiettivo di diffondere la musica da camera, in particolare quella di Luigi Boccherini. Questa iniziativa precedette analoghe fondazioni in altre città italiane e fu importante per la valorizzazione del repertorio cameristico.

Morì a Lucca il 18 ottobre 1889 e venne sepolto nel cimitero urbano della città, lasciando una memoria di maestro stimato e di animatore della vita culturale locale.

Aneddoto


Una lezione alla duchessa

Quilici diede lezioni di canto e accompagnamento alla duchessa Maria Luisa di Borbone, entrando così nella cerchia più ristretta della corte lucchese.

Le opere

Quilici compose numerose opere, tra cui Francesca da Rimini, rappresentata al Teatro del Giglio di Lucca nel 1829, Bartolomeo della Cavalla, eseguita al Teatro San Benedetto di Venezia nel 1838, e La penna del Diavolo, andata in scena a Firenze nel 1861. Oltre al teatro, scrisse cori, cantate, una messa e altre composizioni sacre, rivelando un’attività musicale variegata.

Le sue opere mostrano la capacità di adattarsi ai generi più diversi, con una particolare attenzione alla fusione tra tradizione e gusto moderno. L’impegno per la diffusione della musica da camera completa il ritratto di un musicista che contribuì in modo significativo alla vita culturale lucchese dell’Ottocento.

Briciole di storia

Ritratto romantico intimo, con incarnati perlacei, toni soffusi e sguardo partecipe.
Ritratto di Carolina Zucchi (La malata) (1825), Olio su tela di Francesco Hayez, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.
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