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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Romanticismo risorgimentale, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario.

Guglielmo Quarenghi nacque a Casalmaggiore il 22 ottobre 1826. Studiò violoncello con Vincenzo Merighi presso il Conservatorio di Milano dal 1839 al 1842, distinguendosi presto per il talento e la dedizione. Nel 1850 fu nominato primo violoncello al Teatro alla Scala, incarico di grande prestigio che gli diede notorietà come virtuoso e come musicista d’orchestra.

L’anno successivo ottenne la cattedra di violoncello al Conservatorio di Milano, iniziando un’intensa attività didattica che contribuì a formare generazioni di strumentisti. Nel 1860, insieme a Luigi Felice Rossi e Alberto Mazzucato, fondò la Società di Santa Cecilia, importante istituzione musicale milanese. Nel 1879 fu nominato maestro di cappella al Duomo di Milano, succedendo a Raimondo Boucheron, ma dovette rinunciare due anni dopo per problemi di salute.

Oltre all’attività di interprete e docente, Quarenghi fu anche compositore. Si spense a Milano il 3 febbraio 1882, lasciando un segno profondo nella vita musicale lombarda del XIX secolo.

Aneddoto


Un metodo innovativo

Nel 1876 pubblicò un Metodo di violoncello corredato da una prefazione originale, in cui confrontava gli strumenti ad arco antichi con quelli popolari di diversi paesi, mostrando grande apertura culturale.

Le opere

La produzione di Quarenghi si concentra sulla musica per violoncello: sei Capricci per violoncello solo, numerosi pezzi originali e trascrizioni per violoncello e pianoforte, oltre a pagine di musica da camera. Compose anche musica sacra, tra cui una Messa pubblicata nel 1863, e un’opera lirica, Il dì di San Michele, rappresentata a Milano nello stesso anno.

Le sue composizioni riflettono l’esperienza di un virtuoso che sapeva coniugare esigenze tecniche e gusto melodico. Ancora oggi i suoi capricci sono apprezzati dagli studenti di violoncello per la loro chiarezza didattica e la brillantezza esecutiva.

Briciole di storia


Il "Papa liberale"

Il 16 giugno 1846, dopo la morte del reazionario Gregorio XVI, venne eletto Papa il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti, che prese il nome di Pio IX. La sua elezione fu una sorpresa e le sue prime mosse suscitarono un'ondata di entusiasmo in tutta Italia. Appena un mese dopo, concesse un'ampia amnistia per i prigionieri politici, un atto che sembrava confermare la sua fama di liberale. Figure come Gioberti, che sognavano un'Italia unita sotto la guida di un papato riformatore, videro in lui l'uomo della Provvidenza, e, per quasi due anni, il grido "Viva Pio IX!" risuonò in tutte le piazze unendo patrioti e fedeli in una speranza di libertà, che naufragò tragicamente con gli eventi del 1848.

Nudo biblico idealizzato, con luce calda, velluti e riflessi alla maniera veneta.
Susanna al bagno (1850), Olio su tela di Francesco Hayez, The National Gallery, Londra (sala 45, n. inv. L1009).
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