La vita
Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.
Paolo Quagliati nacque a Chioggia intorno al 1555, in una famiglia nobile e benestante. Nel 1574 si trasferì a Roma, dove visse e operò per il resto della vita. Qui fu organista e clavicembalista apprezzato, oltre che compositore. Dal 1601 al 1617 circa ricoprì l’incarico di organista nella Basilica di Santa Maria Maggiore, una delle sedi più prestigiose della capitale.
Parallelamente collaborò con l’Oratorio del Crocifisso, per il quale scrisse numerose musiche tra il 1595 e il 1618. Nel 1594 ottenne la cittadinanza romana, segno del suo radicamento nella città. La sua carriera si svolse in un periodo di grandi cambiamenti: a Roma si diffondeva lo stile monodico e prendevano forma le nuove strutture concertate tra voci e strumenti. Quagliati seppe inserirsi in questo contesto, adottando e sperimentando le nuove tecniche senza abbandonare del tutto le forme polifoniche ereditate dal Rinascimento.
Fu stimato anche come insegnante e clavicembalista, capace di coniugare eleganza e rigore. La sua figura contribuì a definire il volto della musica sacra e profana romana a cavallo tra Cinquecento e Seicento. Morì a Roma il 16 novembre 1628.
Aneddoto
Un carro musicale per il carnevale
Nel carnevale del 1606 a Roma, fu rappresentata la sua azione drammatica Il carro di Fedeltà d’amore, eseguita in costume su un carro itinerante, evento che unì spettacolo popolare e raffinatezza artistica.Le opere
La produzione di Quagliati è ricca e diversificata. Pubblicò nel 1585 una raccolta di Canzonette spirituali, seguita dalle Canzonette a tre voci per sonare e cantare sul cembalo (1588). Nel 1601 diede alle stampe Ricercate et Canzoni per sonare et cantare, mentre nel 1611 uscì Il carro di Fedeltà d’amore, su testo di Pietro Della Valle, una delle prime azioni drammatiche rappresentate a Roma.
Nel 1608 pubblicò i Madrigali a quattro voci, concertati con strumenti e basso continuo, seguiti dai Motecta octonis et Psalmus Dixit Dominus a dodici voci (1612) e da Gli affetti amorosi spirituali (1617). Negli ultimi anni diede alle stampe due libri di Mottetti e dialoghi (1620 e 1627) e la raccolta La sfera armoniosa (1623), che comprende arie, madrigali e villanelle con alcuni dei primi esempi di concertazione tra voce e strumenti come violino e tiorba.
Le sue composizioni, oggi rivalutate da musicologi e interpreti, offrono un affascinante spaccato della musica romana del primo Seicento, in equilibrio tra tradizione rinascimentale e modernità barocca.
Briciole di storia
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