La vita
Formatosi nel cuore del Settecento, in un contesto in cui convivono l'eleganza del Rococò e lo spirito critico dell'Illuminismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità nel periodo del Neoclassicismo.
Giuseppe Maria Puppo nacque a Lucca il 12 luglio 1749. Iniziò lo studio del violino sotto la guida di un musicista locale, Fortini, e successivamente si perfezionò al Conservatorio di Sant’Onofrio a Napoli, uno dei più prestigiosi istituti musicali dell’epoca. Tornato a Lucca nel 1768, ottenne giovanissimo la direzione dell’orchestra cittadina, succedendo a Filippo Manfredi.
Avviò quindi una carriera internazionale che lo portò in tournée a Parigi, in Spagna, a Lisbona e infine a Londra. Nel 1784 si stabilì a Parigi, dove rimase per ventisette anni. Fu nominato primo violino e direttore d’orchestra al Théâtre de Monsieur da Giovanni Battista Viotti, e in seguito lavorò anche al Théâtre Feydeau e al Théâtre de la République. In questo periodo pubblicò due concerti per violino e orchestra, tre duetti per due violini, sei Fantasie per violino (successivamente trascritte anche per pianoforte) e otto studi.
Nel 1811, dopo un divorzio che segnò profondamente la sua vita privata, lasciò Parigi per trasferirsi a Napoli. Qui fu primo violino e direttore d’orchestra al Teatro San Carlo fino al 1817. Dopo un soggiorno a Firenze e un ritorno a Lucca, si stabilì a Pontremoli, dove si dedicò all’insegnamento della musica. La sua parabola artistica, brillante e cosmopolita, si concluse tragicamente: caduto in miseria, morì a Firenze il 19 aprile 1827.
Aneddoto
Un ritratto caricaturale a Parigi
Durante il suo soggiorno parigino, il celebre caricaturista James Gillray lo ritrasse in un’acquaforte del 1781, testimonianza della notorietà che Puppo aveva raggiunto nella capitale francese.Le opere
Il catalogo delle opere di Puppo comprende 18 Capricci per violino, dei quali 11 sono andati perduti, tre duetti per due violini, sei Fantasie per violino e pianoforte e due concerti per violino e orchestra. Si tratta di lavori che testimoniano la sua abilità virtuosistica e la capacità di coniugare la tradizione violinistica italiana con le nuove influenze europee.
Le sue opere furono molto apprezzate dai contemporanei per la brillantezza tecnica e l’efficacia melodica. Anche se oggi meno eseguite, costituiscono una parte significativa del repertorio violinistico del tardo Settecento e raccontano la storia di un musicista che seppe conquistare le principali capitali europee.
Briciole di storia
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