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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco, di cui è stato un prolifico esponente.

Gabriello Puliti nacque a Montepulciano nel marzo 1583. Entrato nell’Ordine francescano, assunse il cognome Puliti derivandolo dal latino “Mons Politianus”, in riferimento alla sua città natale. La sua formazione musicale avvenne probabilmente presso il convento di Santa Croce a Firenze, dove ricevette un’educazione completa in ambito teorico e pratico.

La sua carriera ecclesiastica lo portò a ricoprire incarichi in diversi conventi italiani: maestro del coro a Pontremoli nel 1600, organista a Piacenza nel 1602, poi a Pola nel 1604 e maestro di cappella a Muggia nel 1605. Dal 1606 al 1609 fu organista a Capodistria, mentre tra il 1609 e il 1612 operò a Trieste, allora sotto dominio asburgico. Successivamente svolse incarichi anche in Istria, dove trascorse gli ultimi decenni della sua vita.

Compositore fecondo, Puliti unì la pratica liturgica alla ricerca espressiva tipica del primo Seicento. Le sue opere mostrano una sensibilità per la parola e per l’intensità spirituale, sia nei mottetti che nei madrigali di ispirazione profana. Fu apprezzato come organista e maestro di cappella, contribuendo alla diffusione della musica sacra nelle comunità religiose e civili della regione.

Morì in Istria il 19 giugno 1644, lasciando una produzione che testimonia l’impegno di un religioso musicista capace di conciliare vita spirituale e creatività artistica.

Aneddoto


Un nome dal latino

Puliti scelse il cognome dal latino “Mons Politianus”, trasformando la sua origine geografica in identità artistica e spirituale, segno di orgoglio per la città natale.

Le opere

La produzione di Gabriello Puliti comprende numerose opere sacre, tra cui messe, mottetti e inni, oltre a raccolte di madrigali profani. La sua Pungenti dardi spirituali pungenti (1618) è dedicata allo Studio di Santa Croce a Firenze, segno dei legami con l’ambiente francescano toscano.

Le sue raccolte di mottetti ebbero ampia diffusione nelle comunità religiose, mentre i madrigali si inserirono nella tradizione profana del tempo, rivelando una sensibilità per le nuove forme espressive del primo Seicento. L’opera di Puliti rimane un contributo significativo alla musica italiana del XVII secolo, al crocevia tra devozione e ricerca artistica.

Briciole di storia

Dipinto a olio su tavola di Caravaggio, raffigurante la celebre scena biblica di Davide che tiene la testa del gigante Golia appena decapitato.
Davide con la testa di Golia (1607), Olio su tavola di Michelangelo Merisi da Caravaggio, Kunsthistorisches Museum, Vienna.
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