La vita
Formatosi all'alba del gusto arcadico, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò e con lo spirito critico dell'Illuminismo.
Nato a Bologna nel 1688, Luca Antonio Predieri fu esponente di una famiglia di musicisti. Studiò nella sua città natale, avviandosi alla carriera come compositore di opere e musica sacra. La sua fama lo portò a ricevere, nel 1737, l’invito alla corte di Vienna, dove rimase fino alla fine della carriera.
A Vienna ottenne incarichi di rilievo, legandosi alla cappella imperiale e guadagnandosi la stima dell’aristocrazia. La sua musica, elegante e ricca di invenzione, fu eseguita nei principali teatri e chiese della capitale asburgica.
Compose numerose opere, oratori e messe, contribuendo alla diffusione dello stile italiano nella capitale imperiale. Rientrato a Bologna, vi morì nel 1767.
Aneddoto
Bologna e Vienna
Predieri mantenne sempre stretti legami con Bologna, pur lavorando stabilmente a Vienna, e molti allievi lo ricordarono come ponte tra le due città musicali.Le opere
Compose opere liriche per i teatri di Bologna e Vienna, oltre a messe e oratori. Tra i titoli ricordati Adriano in Siria, Scipione nelle Spagne, messe solenni e cantate eseguite alla corte imperiale.
Briciole di storia
I vizi degli italiani
In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.
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