La vita
La sua breve carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo.
Nato a Ferrara nel 1750, Alessio Prati fu avviato alla musica dal padre Giuseppe, dilettante, e dopo la sua morte studiò con Pietro Marzola, maestro della cattedrale. Grazie a Niccolò Piccinni si perfezionò a Napoli, al conservatorio di Santa Maria di Loreto, quindi a Roma con Alessandro Speranza. La formazione accurata lo portò a una rapida affermazione.
Trascorse i primi anni di carriera in Francia, insegnando clavicembalo e canto a Marsiglia, dove i suoi lavori strumentali furono eseguiti al Concert Spirituel. Nel 1779 ottenne a Parigi un successo con l’opera L’école de la jeunesse ou le Barnevelt français, rappresentata al Théâtre Italien.
Nel 1782 fu invitato dal granduca Pavel Petrovich Romanov a San Pietroburgo, dove eseguì oratori come Giuseppe riconosciuto e Gioas. Tornato in Italia, passò da Varsavia e Vienna, dove nel 1784 presentò l’opera Armida abbandonata con notevole successo, alla presenza di Leopold Mozart. Nello stesso anno debuttò a Firenze con Ifigenia in Aulide.
Continuò a scrivere opere per Firenze, Monaco, Napoli e Venezia: tra i suoi lavori più noti La vendetta di Nino (1786, Firenze) e Demofoonte (1787, Venezia). La sua carriera, in rapida ascesa, fu stroncata dalla prematura morte nel 1788.
Aneddoto
Un’opera amata da un granduca
Nel 1791 Leopoldo II d’Austria scelse La vendetta di Nino per promuovere a Vienna la rinascita dell’opera seria italiana, riconoscendo in Prati un talento da valorizzare.Le opere
Tra le opere ricordate: L’école de la jeunesse ou le Barnevelt français (1779, Parigi), Armida abbandonata (1784, Vienna), Ifigenia in Aulide (1784, Firenze), La vendetta di Nino (1786, Firenze), Demofoonte (1787, Venezia). Compose inoltre romanze, oratori e lavori strumentali.
Briciole di storia
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