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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla piena maturità, si colloca interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo, estendendosi fino all'alba del Romanticismo.

Nato a Roma nel 1767, Bernardo Porta si formò con il maestro Magrini. Fu dapprima maestro di cappella a Tivoli, quindi al servizio del principe di Salm a Roma. La sua prima opera, La principessa di Amalfi, andò in scena al Teatro Argentina.

Dal 1788 visse a Parigi, dove divenne autore apprezzato. Durante la Rivoluzione francese compose lavori di impegno politico come Agricol Viala, ou Le héros de 13 ans, dedicato a un giovane martire repubblicano. La sua fama si consolidò con Les Horaces (1800), su testo di Corneille, ispirato al celebre quadro di Jacques-Louis David, suo amico.

Scrisse anche messe, mottetti, oratori e musica strumentale, comprendente trii, quintetti e brani per flauto e violoncello. Fu maestro di canto stimato a Parigi. Morì nel 1829, vittima del colera.

Aneddoto


Napoleone a teatro

Durante la prima di Les Horaces, al teatro era presente Napoleone Bonaparte, obiettivo di un fallito attentato noto come “congiura dei pugnali”.

Le opere

Opere principali: La principessa di Amalfi (1780), Il diavolo a quattro o la doppia metamorfosi (1788), Agricol Viala, ou Le héros de 13 ans (1794), Le pauvre aveugle (1797), L’oracle (1797), Le prisonnier français (1798), Deux morts qui se voient (1800), Les deux statues (1800), Les Horaces (1800), Le vieux de la montagne (1802), Le connétable de Clisson (1804). Compose inoltre messe, mottetti, oratori e lavori cameristici.

Briciole di storia


Due leoni nel cuore della cristianità

Mentre la Francia rivoluzionaria dichiarava guerra all'Austria e si preparava a rovesciare la monarchia, a Roma, nel cuore della cristianità, si celebrava un grande evento artistico. Dopo anni di lavoro, il celebre scultore Antonio Canova svelò al pubblico il suo monumentale sepolcro di Papa Clemente XIII nella Basilica di San Pietro. L'opera, capolavoro del Neoclassicismo, lasciò tutti senza fiato per la perfezione e la potenza espressiva, in particolare per le due maestose figure di leoni accovacciati a guardia della tomba. In un'Europa che stava per essere travolta dalla furia giacobina, l'inaugurazione di questo capolavoro fu un ultimo, magnifico omaggio alla grandezza e alla tradizione di un mondo che, di lì a poco, sarebbe stato spazzato via.

Drammatica veduta notturna di Francesco Guardi, che documenta, in atmosfera vibrante e romantica, un reale incendio divampato a Venezia.
L'incendio al deposito degli oli a San Marcuola (1789), Olio su tela di Francesco Guardi, Gallerie dell'Accademia, Venezia.
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