La vita
Formatosi pienamente nello stile del Barocco maturo, la sua carriera si svolge in un'epoca di transizione, raggiungendo la maturità nella fase Tardo Barocca che vede l'affermarsi dei nuovi ideali razionalisti dell'Arcadia.
Nato a Brescia intorno al 1653, Carlo Francesco Pollarolo fu avviato alla musica dal padre Orazio, organista. Dopo i primi incarichi a Brescia, dove nel 1680 divenne maestro di cappella della cattedrale, iniziò a distinguersi come autore di opere e oratori. Nel 1686 esordì a Venezia al Teatro Sant’Angelo con Il demone amante, segnando l’inizio di una carriera brillante.
Dal 1690 si stabilì a Venezia, dove fu organista e vice maestro a San Marco, nonché direttore musicale dell’Ospedale degli Incurabili (1696–1718). Le sue opere furono rappresentate nei principali teatri veneziani – San Giovanni Grisostomo, Sant’Angelo, San Cassiano – e in città italiane ed europee come Vienna e Ansbach.
Autore di circa 90 opere e 18 oratori, fu apprezzato per l’uso del recitativo secco, l’introduzione del recitativo accompagnato e l’impiego della forma dell’aria da capo. Morì a Venezia nel 1723, lasciando un’impronta significativa nella transizione tra lo stile veneziano seicentesco e la nuova scuola napoletana.
Aneddoto
Padre e maestro
Nel 1694 Carlo Francesco rinunciò al ruolo di vice maestro a San Marco, lasciando il posto al figlio Antonio, che proseguì la tradizione musicale di famiglia.Le opere
Tra i suoi lavori: Venere travestita (1678, Brescia), La fenice (1680, Brescia), I delirii per amore (1685, Brescia), La Rosinda (1685, Vienna), Il demone amante (1686, Venezia), Il Licurgo (1686, Venezia), Rodeico (1687, Verona), La costanza gelosa (1688, Verona), Alarico re de’ Goti (1689, Verona), Antonino e Pompeiano (1689, Brescia), Il combattimento degli angioli (1697, Venezia), Il giudizio di Paride (1699, Venezia), Fede, Valore, Gloria e Fama (1716, Venezia), Il pescatore disingannato (1721, Venezia), L’Arminio (1722, Venezia). Compose anche numerose messe e mottetti policorali.
Briciole di storia
della medicina
Ossa a strati
Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.
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