La vita
Formatosi nel pieno dell'Arcadia, la sua maturità artistica si esprime in un contesto di grande ricchezza stilistica, in cui la solida struttura arcadica si confronta e si fonde con l'eleganza del Rococò e con le nuove idee dell'Illuminismo.
Nato a Padova nel 1697, Platti proveniva da una famiglia di musicisti. Si formò a Venezia con Francesco Gasparini, entrando nella corporazione dei suonatori veneziani intorno al 1725. Nel 1722 si trasferì in Germania, al servizio del principe vescovo di Würzburg Johann Philipp Franz von Schönborn.
A Würzburg lavorò come violoncellista, clavicembalista, tenore e maestro di canto. Nel 1723 sposò la soprano di corte Maria Theresia Langsprücker, con la quale ebbe otto figli. Rimase per oltre venticinque anni a Würzburg, dove morì nel 1763.
Scrisse sonate e concerti per clavicembalo, violino, violoncello, oboe e flauto, oltre a messe, un Requiem, uno Stabat Mater e un Miserere. Secondo Fausto Torrefranca, fu uno dei primi ideatori della moderna forma-sonata, anticipando sviluppi successivi nella scrittura strumentale.
Aneddoto
Precursore della forma-sonata
Platti è considerato tra i primi a introdurre l’idea di esposizione, sviluppo e ripresa nelle sue sonate per clavicembalo, avvicinandosi alla forma-sonata classica.Le opere
Tra le opere figurano 18 sonate e 9 concerti per clavicembalo, numerose sonate e concerti per violino, violoncello e oboe, oltre a quattro messe e composizioni sacre come Requiem, Stabat Mater e Miserere. Le sue raccolte di sonate e concerti furono molto apprezzate nel repertorio europeo settecentesco.
Briciole di storia
I vizi degli italiani
In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.
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