La vita
Formatosi nel pieno del Romanticismo risorgimentale, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel clima di fine secolo, un'epoca di transizione in cui convivono le istanze del Realismo e la nuova e più complessa sensibilità del Decadentismo.
Nato a Catania nel 1828, Pietro Platania studiò al Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, dove ebbe tra i suoi maestri grandi figure della tradizione musicale partenopea. Fin da giovane mostrò spiccate capacità nella composizione, soprattutto nel campo sacro e sinfonico.
Fu maestro di cappella e docente, fino a diventare direttore dello stesso Conservatorio di Napoli, incarico che gli permise di formare intere generazioni di musicisti. La sua didattica era improntata a rigore e profondità di pensiero, doti che lo resero figura di riferimento.
Compose messe solenni, oratori e lavori corali, nonché brani orchestrali che vennero eseguiti in importanti occasioni pubbliche. Morì a Napoli nel 1907, ricordato come uno dei principali protagonisti della musica sacra e didattica del suo tempo.
Aneddoto
Il maestro rigoroso
Platania era noto per la sua severità nelle lezioni: pretendeva precisione assoluta, ma i suoi allievi riconoscevano che da lui si imparava l’essenza del mestiere musicale.Le opere
Tra i suoi lavori principali si annoverano messe, oratori e musica corale, oltre a composizioni sinfoniche eseguite a Napoli. Importanti anche i contributi didattici, con trattati e studi per gli studenti del Conservatorio.
Briciole di storia
La gloriosa fine della Repubblica Romana
Dopo la fuga del Papa, il 9 febbraio 1849 venne proclamata a Roma la Repubblica Romana, esperimento di democrazia avanzatissima guidato da un triumvirato con a capo Giuseppe Mazzini. La Repubblica promulgò una costituzione che prevedeva il suffragio universale maschile, l'abolizione della pena di morte e la libertà di culto. Ma le potenze cattoliche europee, in particolare la Francia di Luigi Napoleone Bonaparte, inviarono un esercito per restaurare il potere del Papa. La difesa della città fu guidata da Giuseppe Garibaldi, che con i suoi volontari si coprì di gloria in battaglie memorabili come quella del Gianicolo. Dopo un mese di assedio, la Repubblica, schiacciata da forze soverchianti, fu costretta a capitolare il 4 luglio. Sebbene sconfitta, divenne il simbolo più luminoso e potente del Risorgimento democratico.
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