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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nella fase di transizione tra il Tardo Barocco e la nascente Arcadia, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò e con lo spirito critico dell'Illuminismo.

Nato a Rieti nel 1657, Giuseppe Ottavio Pitoni si trasferì a Roma da bambino e iniziò giovanissimo lo studio della musica con Pompeo Natale e poi con Francesco Foggia. A soli sedici anni fu nominato maestro di cappella a Monterotondo, per poi assumere incarichi ad Assisi e a Rieti.

Dal 1676 si stabilì definitivamente a Roma, dove ricoprì posizioni prestigiose: maestro a San Marco al Campidoglio, al Collegio Germanico, a San Lorenzo in Damaso, e dal 1708 al 1719 a San Giovanni in Laterano. Nel 1719 divenne maestro di cappella in San Pietro in Vaticano, incarico che mantenne fino alla morte.

Stimato teorico, raccolse in oltre quaranta volumi appunti di contrappunto e di storia musicale, progettando un ampio trattato intitolato Guida armonica. Compose anche la Notitia de’ contrapuntisti e compositori di musica, considerata il primo dizionario bio-bibliografico dei musicisti.

Fu autore di un’enorme quantità di messe e mottetti policorali, espressione della grande tradizione romana che guardava a Palestrina. Tra i suoi allievi figurano Francesco Antonio Bonporti, Girolamo Chiti, Francesco Feo e Francesco Durante. Morì a Roma nel 1743.

Aneddoto


Un trattato distrutto

Pitoni pubblicò un primo volume della sua Guida armonica, ma, insoddisfatto, ne ordinò la distruzione: sopravvive un solo esemplare, oggi a Bologna.

Le opere

La sua produzione comprende circa 40 messe a 12 voci, 20 messe a 16 voci, salmi a più cori, mottetti fino a 36 voci. Scrisse oratori come San Rinieri (1693, Firenze), Il mondo riparato (1693, Roma) e De Vienna liberata (1725). Tra le opere teoriche figurano la Guida armonica (incompiuta), la Notitia de’ contrapuntisti e le Regole di contrappunto.

Briciole di storia

della medicina

Ossa a strati

Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.