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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua lunga carriera la porta a raggiungere la maturità in un'epoca in cui, accanto allo stile rococò e al pensiero illuminista, si affermano i nuovi e più severi ideali del Neoclassicismo.

Nata a Milano nel 1720, Maria Teresa Agnesi fu sorella della matematica Maria Gaetana Agnesi. Crebbe in un ambiente culturale raffinato e ricevette un’educazione completa, distinguendosi fin da giovane come clavicembalista e poetessa. Partecipò alle accademie organizzate nella casa paterna, che attiravano studiosi e viaggiatori illustri.

Tra il 1747 e il 1752 compose cantate e melodrammi, tra cui Sofonisba e Ciro in Armenia, dedicati a sovrani europei. Nel 1752 sposò Pietro Antonio Pinottini, che le fu accanto fino alla morte. Continuò a scrivere opere, cantate e musica da camera, guadagnando grande stima negli ambienti accademici e teatrali. Frequentò l’Accademia dei Trasformati e fu protagonista di eventi musicali di rilievo a Milano e a Napoli.

Nel 1766 mise in scena L’Insubria consolata, e due anni dopo presentò a Napoli Ulisse in Campania. Partecipò alle serate milanesi dedicate a Mozart nel 1770, segno della sua centralità nel panorama culturale cittadino. Negli ultimi anni visse ristrettezze economiche e morì a Milano nel 1795.

Aneddoto


Una serata con Mozart

Il 7 febbraio 1770 Maria Teresa fu tra i protagonisti della serata a Milano in cui fu presente anche il giovane Mozart.

Le opere

Scrisse opere teatrali come Sofonisba (1747), Ciro in Armenia (1753), Nitocri (1752), Il re pastore (1755), L’Insubria consolata (1766), Ulisse in Campania (1768). Compose inoltre cantate (Il ristoro d’Arcadia), arie da camera, concerti per clavicembalo, sonate per tastiera e lavori vocali sacri. La sua musica unisce virtuosismo tastieristico e intensità drammatica, con influssi di Scarlatti, Rameau e Galuppi.

Briciole di storia


Il cacciatore di capolavori

Francesco Algarotti non fu solo un teorico, ma anche un uomo d'azione nel mondo dell'arte. Grazie alla sua fama di intenditore dal gusto infallibile, nel 1743 era stato incaricato dall'Elettore di Sassonia, Augusto III, di viaggiare per l'Italia alla ricerca di capolavori per arricchire la sua galleria a Dresda. Agendo come un vero e proprio agente artistico, Algarotti acquistò opere di grandi maestri, contribuendo a formare il nucleo di una delle più importanti collezioni d'arte d'Europa. La sua attività dimostra come, nell'Illuminismo, la figura del critico d'arte non fosse più solo quella di erudito.

L'interno affollato del Ridotto, la celebre casa da gioco pubblica di Venezia, animato da figure mascherate e gentiluomini.
Il Ridotto di palazzo Dandolo a San Moisè (1746), Olio su tela di Francesco Guardi, Ca' Rezzonico, Venezia.
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