La vita
La sua intera parabola artistica, dal periodo formativo alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del primo Settecento, in un contesto in cui la solida struttura dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò.
Michielina della Pietà, detta anche Michaelis o Michieletta, fu una trovatella accolta fin dall’infanzia all’Ospedale della Pietà di Venezia. Qui ricevette un’istruzione musicale completa, entrando a far parte del coro e diventando in seguito organista principale e violinista dell’orchestra.
Come compositrice operò negli anni in cui Francesco Gasparini, Giovanni Porta, Gennaro D’Alessandro, Nicola Porpora e Andrea Bernasconi diressero l’istituto. Nel 1726 ottenne l’autorizzazione a insegnare, segno del prestigio raggiunto. Nel 1740 compose una litania per la festa della Natività, seguita nel 1741 da una versione dell’inno Pange lingua.
Non si conoscono ulteriori dettagli sulla sua vita dopo il 1744, ma il suo ruolo resta significativo come esempio di donna compositrice in un contesto dominato da uomini.
Aneddoto
Autorizzata a insegnare
Nel 1726 ricevette il permesso ufficiale di insegnare musica nell’istituto, privilegio raro che dimostra la fiducia accordatale e le sue elevate capacità.Le opere
Tra le opere note figurano una Litania per la festa della Natività (1740) e un’ambientazione dell’inno Pange lingua (1741). Questi brani testimoniano la sua competenza contrappuntistica e il suo talento compositivo.
Briciole di storia
I vizi degli italiani
In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.
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