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COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.

Nato a Bologna nel 1566, Alessandro Piccinini proveniva da una famiglia di musicisti e studiò il liuto con il padre. Fin da giovane fu apprezzato come virtuoso e intraprese un’attività che lo vide attivo alla corte estense di Ferrara e presso altre famiglie nobili.

Nel 1623 pubblicò la prima parte dell’Intavolatura di liuto et di chitarrone, che raccoglie composizioni proprie e dei familiari, con una prefazione ricca di osservazioni sull’arte del liuto. Questa pubblicazione rappresenta una fonte preziosa per la conoscenza delle tecniche strumentali dell’epoca.

La sua musica, elegante e innovativa, influenzò profondamente la letteratura per strumenti a pizzico. Morì intorno al 1638 a Bologna, lasciando un segno indelebile nella storia del liuto italiano.

Aneddoto


Il teorico del liuto

Nella prefazione alla sua intavolatura, Piccinini spiegò dettagliatamente le nuove tecniche e innovazioni, mostrando una rara consapevolezza teorica accanto alla pratica esecutiva.

Le opere

Le sue opere principali sono contenute nell’Intavolatura di liuto et di chitarrone (1623), comprendente toccate, correnti, gagliarde e variazioni su temi noti. Una seconda parte fu pubblicata postuma nel 1639 dal figlio Leonardo Maria.

Briciole di storia


Fare tredici

Il 15 settembre 1590, il cardinale Giambattista Castagna fu eletto Papa con il nome di Urbano VII. Il suo pontificato, però, è passato alla storia per un record assoluto e fu il più breve di sempre. Appena eletto, prima ancora della cerimonia di incoronazione, il Papa compì un gesto significativo, destinando i fondi solitamente usati per i festeggiamenti del nuovo Papa ai poveri di Roma. Purtroppo, non ebbe il tempo di fare altro, perché contrasse la malaria e, dopo soli tredici giorni dalla sua elezione, morì il 27 settembre di quello stesso anno. Non fu mai ufficialmente incoronato e non emise neppure una bolla papale. Il suo regno-lampo è ricordato per un unico, grande atto di carità e per un primato che nessuno ha più battuto.

Un paesaggio fluviale animato da barche e figure, immerso in una luce dorata, che preannuncia il paesaggio ideale del Seicento.
Paesaggio fluviale (1590), Olio su tela di Annibale Carracci, National Gallery of Art, Washington.
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