La vita
Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.
Giovanni Picchi nacque probabilmente a Venezia nel 1571 o 1572. Viene citato come liutista nel trattato Nobiltà di dame di Fabrizio Caroso. Dal 1593 fu organista nella chiesa dei Frari, incarico che mantenne per tutta la vita, tanto da essere confermato a vita nel 1629. Nel 1623 divenne anche organista della Scuola Grande di San Rocco. Nel 1624 aspirò al posto di secondo organista della Basilica di San Marco, ma non fu scelto.
Fu uno degli esponenti più originali della scuola veneziana di inizio Seicento, contribuendo allo sviluppo della sonata e della canzona strumentale. Ebbe un ruolo centrale nella pubblicazione di danze per clavicembalo, essendo l’unico veneziano della sua epoca a stampare una raccolta di questo genere.
Morì a Venezia nel 1643, lasciando un corpus strumentale che anticipa forme e linguaggi del barocco maturo.
Aneddoto
Un organista fedele
Servì la chiesa dei Frari per trentasei anni consecutivi, un esempio di fedeltà e continuità che lo rese figura di riferimento per generazioni di musicisti veneziani.Le opere
Tra le opere principali: l’Intavolatura di balli d’arpicordo (Venezia 1618 e 1620), le Canzoni da sonar con ogni sorte d’istromenti (Venezia 1625), un mottetto nella Ghirlanda sacra (1625), una Toccata inclusa nel Fitzwilliam Virginal Book e tre passamezzi conservati alla Biblioteca nazionale di Torino. Le sue danze per clavicembalo comprendono saltarelli, pezzi con ostinato e variazioni su bassi discendenti, mostrando inventiva e vitalità ritmica.
Briciole di storia
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