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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del grande alveo del Romanticismo italiano.

Giuseppe Persiani nacque a Recanati nel 1799 in una famiglia di musicisti. Studiò violino e composizione, debuttando giovanissimo come direttore al teatro della sua città. Dopo un soggiorno a Roma e a Napoli, dove incontrò Rossini, iniziò la carriera di operista.

Nel 1826 ottenne un buon successo con Piglia il mondo come viene e L’inimico generoso, seguiti da Danao re d’Argo e Gastone di Foix. La consacrazione arrivò con Ines de Castro (1835), rappresentata al Teatro San Carlo di Napoli con Maria Malibran e Gilbert Duprez, che divenne la sua opera più celebre.

Nel 1829 sposò il soprano Fanny Tacchinardi, che sostenne molte delle sue opere. Dal 1837 visse a Parigi, dove continuò a comporre e a insegnare, mantenendo rapporti con i maggiori musicisti dell’epoca. Morì nel 1869, lasciando un repertorio che unisce lo stile belcantistico con tratti romantici.

Aneddoto


Il successo con Malibran

La prima di Ines de Castro al San Carlo fu un trionfo, grazie anche all’interpretazione di Maria Malibran, che contribuì a rendere l’opera immortale.

Le opere

Persiani scrisse oltre dieci opere, tra cui Piglia il mondo come viene (1826), L’inimico generoso (1826), Attila in Aquileia (1827), Danao re d’Argo (1827), Gastone di Foix (1827), Il solitario (1829), Efemio di Messina (1829), Costantino in Arles (1829), Ines de Castro (1835), Il fantasma (1843) e L’orfana Savoiarda (1846). Compose anche l’oratorio Abigaille e musica sacra.

Briciole di storia

Ritratto romantico intimo, con incarnati perlacei, toni soffusi e sguardo partecipe.
Ritratto di Carolina Zucchi (La malata) (1825), Olio su tela di Francesco Hayez, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.
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