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COMPOSITORI


La vita

La sua brevissima e folgorante carriera, sia nella fase formativa che in quella della sua prematura scomparsa, si colloca interamente nel primo Settecento, in un contesto in cui la solida struttura dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò e le prime idee dell'Illuminismo.

Giovanni Battista Pergolesi nacque a Jesi nel 1710 e si formò a Napoli presso il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, studiando con Gaetano Greco e Francesco Durante. Fin dagli esordi si distinse come talento straordinario, imponendosi come uno dei compositori più promettenti della sua generazione.

Ottenne i primi successi teatrali con La Salustia e Lo frate ’nnamorato, apprezzato per freschezza melodica e vivacità teatrale. Nel 1733 compose Il prigionier superbo, il cui intermezzo La serva padrona avrebbe avuto un destino straordinario: diventare uno dei simboli dell’opera buffa, influenzando tutta la produzione europea successiva.

Accanto al teatro coltivò con grande intensità la musica sacra: lo Stabat Mater, scritto poco prima della morte, fu accolto in tutta Europa come un capolavoro di toccante espressività. Malato di tubercolosi, Pergolesi si ritirò in un convento di Pozzuoli, dove morì giovanissimo nel 1736.

Aneddoto


Lo Stabat Mater in punto di morte

Si racconta che Pergolesi, ormai morente, scrisse lo Stabat Mater in convento e lo completò pochi giorni prima di spegnersi, consegnando al mondo una delle più struggenti pagine sacre del Settecento.

Le opere

Pergolesi scrisse opere serie come Adriano in Siria (1734) e L’Olimpiade (1735), e opere buffe come Lo frate ’nnamorato (1732) e Il Flaminio (1735). Il celebre intermezzo La serva padrona (1733) segnò una svolta nella storia del teatro musicale. In ambito sacro compose messe, salmi e il celebre Stabat Mater, diffusosi rapidamente in tutta Europa. A lui furono attribuite anche molte opere postume, segno del prestigio e della fama duratura del suo nome.

Briciole di storia

Dipinto rococò che rappresenta il mito classico di Giove, trasformato in un toro bianco, che rapisce la principessa fenicia Europa portandola con sé attraverso il mare.
Ratto d'Europa (1740), Olio su tela di Giovanni Domenico Ferretti, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda.
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