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COMPOSITORI


La vita

Non essendo nota la data di morte, non è possibile definire il suo periodo di maturità; tuttavia, la sua formazione si colloca in un fecondo crocevia culturale di metà Settecento in cui convivono l'eleganza dello stile Rococò e le prime istanze razionaliste dell'Illuminismo.

Nicolò Peretti debuttò a Venezia nel 1745 nell’Artaserse di Girolamo Abos. La sua carriera prese avvio nei maggiori teatri italiani, per poi proseguire con una tournée europea organizzata da Giovanni Battista Locatelli, che lo portò a San Pietroburgo, Dresda e Praga. A Praga fu accolto in una loggia massonica, mentre ad Amburgo fondò una propria compagnia operistica, applaudita in Germania settentrionale per l’interpretazione di Tamerlano di Händel.

Dal 1757 si trasferì ad Amsterdam, dove interpretò ruoli principali in opere di Händel e Galuppi. Nel 1760 giunse a Londra, dove si cimentò anche come compositore, collaborando con Thomas Arne a una nuova versione dell’Artaserse di Metastasio. Parallelamente cantò anche al Royal Theatre di Dublino. Negli ultimi anni si dedicò all’insegnamento del canto, formando allievi come il tenore Michael Kelly.

Continuò a interpretare il ruolo di Artaserse fino al 1781, anno dopo il quale si perdono le sue tracce. Figura poliedrica, univa il talento vocale all’attività imprenditoriale e didattica.

Aneddoto


Nipote di Sisto V?

Casanova racconta che Peretti amava vantarsi di discendere da un figlio di papa Sisto V, un aneddoto che contribuiva ad alimentare la sua aura di personaggio enigmatico.

Le opere

Nonostante sia ricordato soprattutto come cantante e impresario, Peretti compose anche alcune musiche teatrali, tra cui la revisione dell’Artaserse di Metastasio presentata a Londra nel 1760. Il resto della sua produzione è in gran parte perduto o poco documentato.

Briciole di storia

delle idee

Il best seller fantasma (anche in russo)

Giacinto Dragonetti pubblicò nel 1766 Delle virtù e dei premi senza neppure firmarlo, e in un lampo il best seller fantasma girò l’Europa: ristampe, traduzioni, e nel 1769 spuntò perfino una versione russa.

Una veduta luminosa e animata di Piazza San Marco a Venezia, con la Basilica e il Campanile che si stagliano contro un cielo nuvoloso.
Piazza San Marco (1765), Olio su tela di Francesco Guardi, Metropolitan Museum of Art, New York.
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