Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera matura si svolge nel cuore del Romanticismo, incarnando la transizione stilistica di inizio Ottocento.

Stefano Pavesi nacque a Casaletto Vaprio il 22 gennaio 1779. Studiò prima a Crema e poi a Napoli, con Niccolò Piccinni e Fedele Fenaroli al Conservatorio di Sant’Onofrio. Coinvolto negli eventi politici del 1799, fu deportato in Francia, dove entrò nella banda napoleonica come suonatore di serpentone. Lì iniziò a comporre melodie per i compagni musicisti, sperimentando forme che lo portarono al teatro.

Dopo la battaglia di Marengo tornò in Italia e a Venezia, sotto la guida di Giuseppe Gazzaniga, rappresentò la sua prima opera Un avvertimento ai gelosi (1803). Il successo arrivò con Fingallo e Camala (1805), la prima opera italiana ispirata a Ossian. Da allora la sua produzione si sviluppò tra Venezia, Milano, Napoli e altre città, con oltre sessanta opere in cartellone.

Fu maestro di cappella della cattedrale di Crema dal 1818, succedendo a Gazzaniga, e nel 1820–26 fu direttore dell’Opera Italiana a Vienna. Le sue opere attraversano la farsa, il semiserio e il dramma serio, anticipando sensibilità romantiche. Titoli celebri sono Ser Marcantonio (1810, Milano), che ebbe enorme successo ed è noto per aver ispirato il libretto del Don Pasquale di Donizetti, e Agatina, o la virtù premiata (1814), una versione di Cenerentola che mescola comicità e sentimento.

Morì a Crema il 28 luglio 1850, lasciando una vasta eredità musicale che comprende anche pagine sacre e cameristiche.

Aneddoto


Ser Marcantonio e Donizetti

Il libretto di Ser Marcantonio, una delle opere più riuscite di Pavesi, fu ripreso da Donizetti come modello per il suo Don Pasquale, testimonianza della fortuna del compositore cremasco.

Le opere

Pavesi scrisse circa 66 opere liriche. Tra le più note: Un avvertimento ai gelosi (Venezia, 1803), Fingallo e Camala (Venezia, 1805), La fiera di Brindisi (Firenze, 1804), Ser Marcantonio (Milano, 1810), Il trionfo delle belle (1809), La gioventù di Cesare (1817), Agatina, o la virtù premiata (Milano, 1814), Ines di Almeida, Egilda di Provenza, Gli Arabi nelle Gallie e Fenella, ossia La muta di Portici (1831). Accanto alle opere teatrali compose messe, mottetti e musica da camera, parte della quale rimase manoscritta.

Briciole di storia

Ritratto neoclassico a tre quarti. La tavolozza è calda e luminosa, e l'eleganza misurata.
Ritratto di Ugo Foscolo (1801), Olio su tela di Andrea Appiani, Pinacoteca di Brera, Milano.
Pubblico dominio (Commons)