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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del periodo del Manierismo, anticipando con la sua scrittura per tastiera alcuni aspetti del primo Barocco.

Nato a Ferrara intorno al 1550–1560, Ercole Pasquini studiò con Alessandro Milleville e fu maestro di Vittoria Aleotti. Nel 1592 fu organista a Verona presso il “ridotto musicale” di Mario Bevilacqua e la chiesa di Santa Maria in Organo, dove nel 1593 pubblicò la favola boscareccia I fidi amanti. Tornato a Ferrara, succedette a Luzzasco Luzzaschi come organista dell’Accademia della Morte.

Nel 1597 si trasferì a Roma, dove divenne organista della Cappella Giulia in San Pietro, incarico che mantenne fino al 1608. Fu anche organista a Santo Spirito in Sassia, dove il suo talento fu riconosciuto con un compenso superiore alla norma. Apprezzato da contemporanei come Pietro della Valle, fu noto per la sua mano “delicatissima e velocissima”.

Morì tra il 1608 e il 1619, povero ma stimato, lasciando una produzione in parte manoscritta che anticipa le innovazioni di Frescobaldi, con uso di dissonanze, sincopi e libertà formale che lo collocano tra i precursori della musica barocca strumentale.

Aneddoto


Una mano delicatissima

I contemporanei ricordavano Pasquini per la velocità e delicatezza della sua esecuzione, qualità che lo resero celebre benché non gli portarono ricchezza.

Le opere

Oltre alla favola I fidi amanti (Verona, 1593), la produzione di Pasquini comprende madrigali e numerosi brani per tastiera rimasti manoscritti, che testimoniano la transizione tra stile rinascimentale e barocco. Tra le caratteristiche principali emergono le “durezze e ligature” e l’uso di figurazioni ritmiche innovative.

Briciole di storia

Colosso scenografico di architetture palladiane, folla variopinta, banchetto in pompa magna.
Convito in casa di Levi (1575), Olio su tela di Paolo Veronese, Gallerie dell’Accademia, Venezia.
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