La vita
Formatosi nel pieno della cultura del Romanticismo verdiano, la sua lunga carriera di virtuoso lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui convivono le poetiche del Realismo, del Verismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.
Antonio Pasculli nacque a Palermo il 13 ottobre 1842. Virtuoso dell’oboe, fu presto conosciuto come il “Paganini dell’oboe” per la straordinaria difficoltà tecnica e il virtuosismo delle sue esecuzioni. Visse prevalentemente a Palermo, ma si esibì in tournée in Italia, Germania e Austria, ottenendo grande successo di pubblico e critica.
Il suo repertorio era fortemente legato all’opera lirica, di cui realizzò numerose trascrizioni e fantasie per oboe e pianoforte, basate su temi di Bellini, Donizetti, Rossini e Verdi. Queste composizioni, ricche di trilli, scale e arpeggi, richiedevano un controllo tecnico eccezionale e mettevano in risalto le possibilità virtuosistiche dello strumento.
Le sue opere caddero nell’oblio nel primo Novecento, ma furono riscoperte nel secolo successivo da grandi oboisti come Heinz Holliger e Omar Zoboli, che ne riportarono alla luce manoscritti e stampe, restituendo nuova vita alla sua musica.
Aneddoto
Il Paganini dell’oboe
Durante i suoi concerti, il pubblico restava stupefatto dalla velocità e dalla brillantezza delle sue esecuzioni, tanto da guadagnargli l’appellativo di “Paganini dell’oboe”.Le opere
Pasculli compose soprattutto fantasie e trascrizioni per oboe e pianoforte, basate su celebri melodie d’opera. Tra queste figurano elaborazioni su La favorita, I vespri siciliani, L’elisir d’amore, Rigoletto, Il pirata, La sonnambula, Un ballo in maschera e Poliuto. Le sue partiture, oggi riscoperte, sono considerate tra le più ardite e spettacolari del repertorio per oboe.
Briciole di storia
Fatta l'Italia, si fanno le leggi
A pochi anni dall'Unità, gli italiani erano ancora governati da un mosaico di leggi diverse, eredità dei vecchi stati. Per creare una vera nazione, serviva un'unica legge per tutti. L'impresa fu compiuta nel 1865 con l'approvazione del primo Codice Civile del Regno d'Italia, opera monumentale che unificò e modernizzò il diritto, regolando ogni aspetto della vita dei cittadini, dalla proprietà ai contratti, dalla famiglia alle successioni. Una delle novità più rivoluzionarie, e aspramente osteggiata dalla Chiesa, fu l'introduzione del matrimonio civile, che per la prima volta riconosceva come valido solo il legame celebrato davanti a un ufficiale dello Stato e non a quello religioso.
Pubblico dominio (Commons)