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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno della tradizione del Barocco, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la maturità artistica in un'epoca di profonda transizione stilistica, che vede l'affermarsi dei nuovi ideali razionalisti dell'Arcadia.

Gian Domenico Partenio nacque a Spilimbergo nel 1633. Dal 1666 fu tenore nella cappella della Basilica di San Marco a Venezia, con uno stipendio iniziale di 80 ducati. Nel 1674 il salario fu aumentato, e nel 1685 divenne vice-maestro di cappella. Nel 1692 assunse la carica di maestro titolare, succedendo a Giambattista Volpe.

Accanto agli impegni a San Marco, fu maestro di coro all’Ospedale dei Mendicanti (1685–1689) e probabilmente anche presso l’Ospedale degli Incurabili. Come sacerdote, servì la parrocchia di San Martino e fu promotore del Sovvegno di Santa Cecilia, associazione di musicisti veneziani.

Debuttò in teatro con Genserico (1669), su libretto di Nicolò Beregan, seguito da altre opere rappresentate nei teatri veneziani. Scrisse inoltre mottetti, messe e cantate, apprezzate dai contemporanei per energia e chiarezza espressiva. Morì a Venezia il 18 febbraio 1701, lasciando un’eredità importante come compositore e maestro di cappella.

Aneddoto


Il Sovvegno di Santa Cecilia

Partenio fu tra i promotori del Sovvegno di Santa Cecilia, associazione che riuniva cento musicisti e docenti di Venezia: un centro di scambio e sostegno fondamentale per l’epoca.

Le opere

Le opere teatrali di Partenio includono Genserico (Venezia, 1669), Iphide greca (1671, con Freschi e Sartorio), La costanza trionfante (1673), Dionisio, overo La virtù trionfante del vitio (1681, con musiche condivise con Franceschini), e Flavio Cuniberto (1681, revisionata nel 1687). Compose inoltre una Missa pro defunctis, mottetti come Jesum Nazarenum e Confitebor tibi, e la cantata Il fervido meriggio.

Briciole di storia