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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Romanticismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nella fase Tardo-Romantica, in un clima culturale che già prelude alle nuove istanze del Realismo.

Angelo Panzini nacque a Lodi il 22 novembre 1820 e si avvicinò presto alla musica, studiando flauto con Gaetano Corticelli e diplomandosi a Milano sotto la guida di Giuseppe Rabboni. Dotato di notevole talento, iniziò una carriera come flautista e compositore, distinguendosi per la ricchezza melodica e l’inclinazione a tradurre in musica le suggestioni del suo tempo.

Prolifico autore, si fece conoscere come instancabile parafrasatore di melodie operistiche, curando l’accompagnamento pianistico degli studi op. 31 di Giulio Briccialdi e realizzando trascrizioni di brani di Emanuele Krakamp. Parallelamente compose romanze da camera, pezzi per pianoforte e musiche patriottiche, rispondendo alle attese di un’Italia in fermento risorgimentale.

Fu professore di armonia al Conservatorio di Milano, incarico che rafforzò la sua reputazione di didatta. La sua produzione, pubblicata da importanti editori come Ricordi, Lucca e Vismara, è oggi in gran parte conservata presso la biblioteca del Conservatorio “Verdi” di Milano. Morì a Milano il 27 febbraio 1886.

Aneddoto


Musica per il Risorgimento

Tra i pezzi patriottici di Panzini circolava spesso la marcia Garibaldina, adottata dai cacciatori delle Alpi e suonata come simbolo di entusiasmo e speranza per l’unità nazionale.

Le opere

Il catalogo di Panzini è vasto e comprende musica vocale, brani patriottici, pezzi originali per pianoforte e musica da camera. Tra i lavori vocali spiccano romanze come Alla melanconia, Dichiarazione su testo di Ghislanzoni, Donna gentil e Gli amanti spagnuoli. Non mancano i duetti, come I pellegrini d’amore e Il cavaliere errante e la zingarella, oltre a cantate celebrative come Omaggio a Rossini.

La sua vena patriottica si espresse in opere come A Roma capitale d’Italia, Fuori lo straniero!!!, Garibaldina, La battaglia di Magenta e La battaglia di Solferino. Compose inoltre numerosi pezzi per pianoforte, tra cui marce, valzer, polke e fantasie, spesso ispirate a temi popolari o operistici. Le sue parafrasi e trascrizioni su opere celebri furono apprezzate tanto dagli amatori quanto dai professionisti.

Briciole di storia


Il primo Congresso degli Scienziati Italiani

A Pisa, con il permesso del Granduca di Toscana Leopoldo II, si tenne nel 1841 il Primo Congresso degli Scienziati Italiani. Benché ufficialmente un convegno scientifico, l'evento assunse un enorme significato politico e patriottico. Per la prima volta dopo secoli, intellettuali e accademici provenienti dai diversi Stati in cui era divisa la penisola, ad eccezione di quelli dello Stato Pontificio, a cui il Papa vietò di partecipare, si incontravano liberamente per discutere. L'incontro divenne un simbolo: la comune appartenenza alla cultura e alla scienza italiana era un'anticipazione di quella unità politica che i patrioti sognavano, mostrando che, al di là dei confini, esisteva già una nazione.

Nudo biblico idealizzato, con luce calda, velluti e riflessi alla maniera veneta.
Susanna al bagno (1850), Olio su tela di Francesco Hayez, The National Gallery, Londra (sala 45, n. inv. L1009).
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